pastore tedesco bo
GEAPRESS – Una vicenda paradossale, riferisce l’OIPA, quella dei settanta cani che su disposizione del Tribunale di Bologna sono stati riconsegnati alla persona alla quale due anni addietro vennero sequestrati. Si tratta di pastori tedeschi e pincher la cui gestione degli affidi venne al momento del sequestro gestita dall’OIPA.

Secondo il comunicato diffuso dall’associazione gli affidatari, in alternativa alla consegna, si sarebbero ritrovati una richiesta economica giudicata elevata. Il tutto, per riscattare i cani. Anzi, riferisce sempre l’OIPA, sarebbero pure andati incontro a vere e proprie trattative, per quello che giuridicamente si configurerebbe forse come un atto d’acquisto. Legittimo, una volta dissequestrati i cani, ma che è ovviamente difficile da spiegare a chi ormai da due anni ha accolto in famiglia il cane. Tra queste persone ci sarebbe pure chi, per difficoltà economiche, non ha avuto la possibilità di affrontare la spesa. Cani che in alcuni casi, sarebbero già stati consegnati al soggetto ora nuovamente titolato alla proprietà.

Il tutto trae origine da un sequestro dopo che era stata evidenziata  la presunta inidoneità della struttura oltre che ad problematiche  che coinvolgevano gli animali. A supportare la richiesta di sequestro pure il referto del veterinario. Evidentemente nel corso del procedimento si sono poi avanzate altre rilevanze.

Questa triste vicenda – ha evidenziato Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia Onlus – mette a nudo la pesante contraddizione del Codice di Procedura Penale che prevede il dissequestro di un animale trattandolo alla stregua di un qualsiasi oggetto“. Perché, rileva Comparotto, non è possibile considerare la sofferenza da stress per un cane al quale viene tolta la famiglia nella quale ha vissuto?

L’OIPA si è quindi costituita parte civile e farà tutto quanto è possibile per dare voce a questi animali e alle loro famiglie.

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