cane investito
GEAPRESS – Manifestazioni e denunce continue. Poi, lo scorso settembre, l’iniziativa di deporre un fiore nei pressi dei luoghi ove sono stati investiti gli animali (vedi articolo GeaPress).

Un fenomeno comune anche in altre città. Corpicini di gatti e cani che rimangono straziati nell’indifferenza generale.

Quanti sono, però, gli animali che rimangono vittime degli investimenti in ambito urbano? In pochi lo sanno e  stime attendibili sarebbero desumibili solo dai dati degli smaltimenti. Non risulta, fino ad ora, che sia mai stato fatto uno studio così specifico. Eppure il dato potrebbe essere utile per accertare la pericolosità di una strada e nel caso provvedere di conseguenza. Pericolosità che ovviamente non varrebbe solo per cani e gatti.

Già nelle scorse settimane gli animalisti di Capua (CE) avevano sottolineato come il vero problema è spesso rappresentanto dal mancato rispetto dei limiti di velocità. A provare a rendicontare sulle vittime a quattro zampe degli incidenti cittadini, sono stati ora gli stessi animalisti della cittadina del casertano. Secondo Marco Cocco, in dieci mesi di monitoraggio del territorio, i volontari hanno registrato cinquantaquattro investimenti. Tutti gli animali sono deceduti.

Ovviamente i dati sono parziali – riferisce a GeaPress Marco Cocco – ma questi incidenti sono avvenuti ove vigeva il limite di velocità a volte particolarmente basso“. Cani e gatti, già conosciuti come randagi ed altri, invece, che appaiono come new entry nel triste fenomeno degli abbandoni. “I dati che abbiamo registrato – ha aggiunto il volontario animalista – ci fanno capire come il mancato rispetto del limite di velocità, in particolar modo nel centro urbano, mette a rischio la vita di animali e, a mio avviso, non solo“.

I risultati ottenuti rappresentano ovviamente una casistica raccolta nel corso delle attività di volontariato e non il dato desunto con una metodologia scientifica. In altre termini, i 54 investimenti rappresentano solo i rilievi certi e non un campione rappresentativo della reale entità del fenomeno che potrebbe dunque apparire, a Capua come per altri centri, anche sottostimato.

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