GEAPRESS – Appena il tempo di provare a fare un primo sommario consuntivo dei soccorsi dell’emergenza sisma ed arriva un’altra forte scossa. E’ andata così, ieri sera, con il Centro Fauna Selvatica Il Pettirosso di Modena, in prima linea (anche geografica) nei soccorsi sia agli animali che necessitano di cure immediate, ma anche in favore degli stessi sfollati. Ricordiamoci, infatti, che molti di loro sono proprietari di animali domestici e nelle tendopoli, così come in altre sistemazioni d’emergenza, non c’è spazio per loro. Tartarughe, porcellini d’india, cocorite ed altri uccellini, finanche cincillà, hanno trovato pronta ospitalità presso il Centro. Persone che in molti casi, nonostante il dramma che stanno vivendo, avvisano subito della presenza di animali, anche selvatici, che hanno bisogno d’aiuto.

Da via Nonantolana, dove ha sede il Centro, partono subito i soccorsi che, in funzione della zona di riferimento, devono avvenire congiuntamente alla Protezione Civile o al Corpo Forestale dello Stato.

E’ andata così per il volpacchiotto di Canaletto, vicino Finale Emilia. Tre giorni addietro è stato trovato sotto un cumulo di macerie. Di lui ne hanno parlato parecchi giornali. Ma cosa ci faceva un cucciolo di volpe sotto quello che una volta era un porticato? Secondo Piero Milani, Responsabile del Centro il Pettirosso, il piccolo animale stava rovistando tra le macerie della prima scossa, quella del 20 maggio. Probabilmente era alla ricerca di un animale selvatico, come rondini o rondoni, morto nel nido disastrato. Poi un’altra scossa ed il porticato è andato giù.

Stavamo perlustrando la zona assieme alla Forestale – riferisce Piero Milani a GeaPress – quando ci siamo accorti di quella testolina“.

I soccorsi sono iniziati subito, con tutta la prudenza che il caso richiedeva.

A parte il pericolo per i soccorritori – riferisce nel suo racconto Milani – c’era il rischio che la volpe fosse ferita. Una frattura, ad esempio, che poteva peggiorare con un intervento poco accorto“.

Per fortuna è andato tutto per il meglio, e il volpacchiotto, di circa quattro mesi di vita, era illeso. Unico problema, la disidratazione. E’ rimasto bloccato tra i mattoni per un paio di giorni. Per lui la sistemazione nel Centro nel Pettirosso, ed appena possibile, la liberazione.

Un terremoto in pieno periodo di emergenza. I cuccioli di capriolo, ad esempio. In questo periodo al Centro ne sono arrivati in parecchi. In tutto, dall’inizio dell’anno, sono stati recuperati 400 ungulati, su un totale di 1600 animali. Il 2011, invece, si è chiuso con 4000 animali ricoverati ed un’alta percentuale di recupero. Dal Centro Il Pettirosso lanciano ora un aiuto. La pressione di questi giorni è forte e non si può derogare a nessuna richiesta, sia ordinaria che a seguito del terremoto. Speriamo, per tutti, che al più presto si possa rientrare nelle emergenze quotidiane, quelle solite, già molto impegnative. Senza scosse, sobbalzi e crolli. Che si possa cioè tornare a vivere senza pensieri aggiunti che non siano il fermo proposito di ricostruire magari, specie per le aree industriali, con memoria di quanto successo.

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