GEAPRESS – A denunciare la morte dei colorati pappagalli del Parco della Caffarella, in zona Appia, a Roma è l’Associazione EARTH. Secondo Valentina Coppola, Presidente dell’Associazione, si tratterebbe di pappagalli parrocchetti dal collare ed ondulati morti. Alcuni passanti li avrebbero così trovati alla base degli alberi. Si tratta di animali, spiega Valentina Coppola, che ormai da parecchio tempo hanno colonizzato le aree verdi della Capitale. Originari di regioni tropicali e subtropicali, non hanno resistito al freddo di questi giorni.

Gli animalisti chiedono ora agli abitanti delle città colpite dal gelo, di fornire quanto basta a sopperire alla mancanza di cibo. Basta poco, anche su un semplice davanzale. Piccole ciotole, ad esempio, al coperto dalla pioggia, contenenti semi di diverse dimensioni. Oleosi, come i semi di girasole, cereali, piccola frutta secca come l’uvetta, fichi e le noci, e palline di grasso.

Lo avevano chiesto già nei giorni scorsi un po’ tutte le Associazioni. LIPU, LAC, WWF, ENPA. Quest’ultima, poi, per un caso molto particolare, quale quello del Comune di Carcare, in provincia di Savona. Il Sindaco, infatti, non aveva trovato di meglio da fare che emanare, proprio nei giorni di grande freddo, l’Ordinanza che vieta la somministrazione del cibo anche per gli uccellini (vedi articolo GeaPress). I volontari dell’ENPA avevano poi dato comunicazione dell’avvenuto ritrovamento di alcuni animali stecchiti dal freddo.

Nel mirino della protezione animale savonese, vi è ora anche la caccia di selezione alle femmine di capriolo. Nonostante le temperature polari, i cacciatori di cosiddetta selezione, continuano la loro attività. Tutto questo, denunciano alla Protezione Animale, mentre i volontari continuano a soccorrere decine di soggetti in difficoltà. Passeri, tortore, colombi, pettirossi, merli, solo nella giornata di ieri sono stati recuperati lungo la strada del Santuario di Savona. Tra le vittime del freddo anche un raro picchio rosso maggiore molto debilitato (nella foto), che ora stanno tentando di curare.

Non tutte le Province, però, stanno facendo orecchie da mercante a proposito della caccia di selezione. Se quella di Genova continua imperterrita nel consentire l’abbattimento degli ungulati (vedi articolo GeaPress) quella di Bologna ha invece disposto la sospensione.

Poi c’è Brescia, dove uno stimato cacciatore, hanno titolato i giornali locali, nonché con un passato di cacciatore di selezione, è stato fermato a Vezza d’Oglio (… a parecchi gradi sottozero) dalla Polizia Provinciale. Il cacciatore aveva sparato in periodo di divieto, con un fucile modificato e con l’ausilio della propria automobile, ad una cerva risultata pure essere gravida.
 
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