animale investito
GEAPRESS – Quanti animali muoiono  ogni anno nelle strade? Fornire una stima che dia un minimo di attendibilità, è una impresa difficile, per non dire impossibile. Basta pensare ai gatti, per i quali non esiste una anagrafe dei randagi, se non in scala molto locale ed in funzione di Ordinanze sindacali. Per i cani ci sono poi  quelli ritrovati giornalmente senza microchip. Quanti sono gli sconosciuti investititi?

Vi è una città, però, dove gli animalisti locali hanno finanche stilato una mamma degli investimenti. A Capua (CE) si conoscono infatti gli incroci più pericolosi e le pessime abitudini degli automobilisti (non solo di Capua) sul mancato rispetto dei limiti di velocità (vedi Mappa ed articolo GeaPress ).

Un calcolo puntiglioso spesso corredato da impressionanti carrellate fotografiche, che mostra i miseri resti letteralmente spalmati in strada.

L’ultimo caso è di poche ore addietro. Un gattino che forse poteva salvarsi. La telefonata pervenuta a Marco Cocco, volontario animalista di Capua, arriva all’01.37. Un gattino investito, forse ancora vivo ma, riporta l’automobilista “io non ce l’ho fatta a fermarmi“.

Marco si precipita in strada e trova l’ultimo scempio: un povero corpicino tranciato letteralmente in due. Investito una seconda volta, considerato che è quantomeno improbabile che il segnalante riportava il dubbio di un animale ancora in vita, ma tranciato in due.

Una strage silenziosa – riferisce Marco Cocco –  che dimostra come tutti gli animali non sono più liberi di vivere in nessun posto. Per qualche ora di controllo al giorno  vengono rilevati tra i tre e i quattro cadaveri, quasi tutti morti investiti. Gli incidenti avvengono quasi sempre in zone dove se venissero rispettate le regole del Codice della Strada, si potrebbero tranquillamente evitare “incidenti”.

Un numero sicuramente sottostimato, essendo improbabile che ogni giorno vengano segnalati tutti gli animali investiti in un’area di circa venti chilometri quadrati.

Una stima di massima, e probabilmente anch’essa per difetto, farebbe presupporre un numero di animali oscillante intorno ai 1400-1500.

Certe cose ci sembrano ormai scontate e normali – aggiunge Marco Cocco – perchè capitano quotidianamente. Ed invece non c’è nulla di normale nell’investire e ammazzare un gatto o qualsiasi altro animale. Più volte qualcuno ha affermato che la colpa è degli stessi randagini perchè sono “imprevedibili” e attraversano improvvisamente. Credo che imprevedibile sia invece l’automobilista che non rispetta le regole, soprattutto nel centro abitato dove tutti, uomini compresi, sono in pericolo. Basta, per questo pensare all’imprevedibilità di un bambino. Eppure – conclude il volontario animalista – basterebbe davvero poco per cambiare questo mondo…se solo si volesse farlo”.

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