cane giugliano
GEAPRESS – Un cane non più giovanissimo. Almeno otto anni di età tutti vissuti nei pressi della discarica di Giugliano (NA).  A lui badavano i volontari, grazie ai quali i randagi del luogo hanno almeno il conforto di un pasto giornaliero.

Circa un mese addietro, il cane ha iniziato a mostrare una  protuberanza alla spalla sinistra. In pochi giorni il gonfiore si notava già a distanza fino ad apparire come un grosso pallone. Purtroppo il cane di Giugliano non è facile da avvicinare ed in tal maniera passano giorni preziosi. Appena i volontari riescono a prenderlo per lui si spalancano le porte dell’ambulatorio veterinario del dott. Francesco Assenza.

Subito è chiara la matrice di quel gonfiore che viene attribuita ad un grosso tumore. Probabilmente una neoplasia ma per stabilirlo con certezza  bisognerà attendere l’esito dell’esame istologico. Il cane, intanto, ha subito l’asportazione della grossa massa che lo affliggeva. Era ridotto a non mangiare e quasi non beveva più.

Si vedrà ora con la degenza ma l’ipotesi più probabile è che potrà poi tornare nella discarica, dove ha sempre vissuto.

A sperare che il suo destino sia diverso è lo stesso dott. Assenza che invita a trovare una sistemazione dignitosa per il povero cane. Il futuro che potrebbe prospettare quella massa, sembra profilare nulla di buono. Qualche inquietudine, per i volontari, si nutre per il luogo dove ha vissuto il cane, ovvero la discarica di Giugliano e la cosiddetta terra dei fuochi.

Non è ovviamente possibile individuare in tal maniera alcuna correlazione – spiega a GeaPress il dott. Assenza – anche se i casi di tumori ci sono. Ritengo però che un monitoraggio sanitario dei randagi potrebbe contribuire a fornire  dati di studio utili. Gli animali – afferma il dott. Assenza – potrebbero essere dei buoni termometri ambientali“.

Quasi quattro chili di massa tumorale su un cane che ne pesava non oltre venti, sono forse un caso estremo. Certo però che l’apprensione dei volontari nel vedere quella massa così velocemente crescere, deve essere pur compresa. Le notizie di questi ultimi mesi, con falde inquinate e scavi alla ricerca di rifuti tossici, potrebbero contribuire a creare anche falsi problemi. Ciò non toglie che gli animali che vivono più strettamente a contatto con il territorio, potrebbero dare dei segnali utili anche per l’uomo.

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