GEAPRESS – Quando la Guardia Campestre ha dato l’allarme erano le sei del mattino di ieri. Il rifugio si sta allagando. I volontari si precipitano sul posto. L’acqua era entrata violentemente, sommergendo tutto. Un incubo che sembrava dovere del tutto cancellare quello che i volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Giovinazzo avevano costruito in anni di lavoro.

La preoccupazione maggiore era per i cani al chiuso dei box. Quelli liberi nel piazzale un appiglio potevano trovarlo, ma dentro i box era un’altra cosa.

E’ stata la forza delle disperazione – riferisce a GeaPress Liliana, una delle volontarie – Il lavoro di tanti anni, la speranza di adozione per i trovatelli, tutto sembrava doversi cancellare in un sol colpo. Li abbiamo prelevati uno ad uno, da quel fango maledetto“.

Quattordici adulti e sei cuccioli. Cani sul tetto delle cucce, sacchi di mangime ormai irrecuperabili e l’acqua che non si capiva bene quando si sarebbe fermata. Tutti presi in braccio e velocemente portati via da quel posto.

Un canile nei pressi ne ha ospitati sei. Altri, tra amici, parenti e le proprie case.

Una situazione che non può durare a lungo – dice a GeaPress Daniela Volpicello, Responsabile della Lega di Giovinazzo – e che richiede aiuti urgenti“.

L’acqua ora è defluita. I Vigili del Fuoco hanno creato una via d’uscita ma tutto è stato sommerso dal fango. Pale, rastrelli e quant’altro di necessario per cercare di mettere un poco di ordine. Per capire come si dovrà affrontare la situazione. Ancora troppo presto, invece, per fare la conta dei danni.

Abbiamo dovuto gettare le cucce – aggiunge Daniela Volpicello – Poi i sacchi di mangime, inutilizzabili“.

Intanto bisogna procedere alacremente. Se non si provvede subito, il fango, una volta indurito, diventa come il cemento.

Che origine hanno i cani del rifugetto di Giovinazzo? Tutti trovatelli, ovviamente. Salvati dalla strada ed assistiti in attesa dall’auspicata adozione. Una maniera per evitare il canile privato convenzionato. Tanti anni di lavoro che un metro d’acqua ha impetuosamente rischiato di spazzare via per sempre. Tanti anni di lavoro che devono, assolutamente, tornare a ridare speranza ai trovatelli di Giovinazzo. 

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