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GEAPRESS – Prendersi cura dei gatti delle colonie feline, accudendoli con cibo, acqua e ripari, non può essere ritenuto una molestia per i vicini.
Lo sottolinea l’ENPA di Savona che comunica la Sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Genova su un fatto occorso alcuni anni addietro a Quiliano.
La persona imputata di molestie era evidentemente da alcuni ritenuta “colpevole” di aver giornalmente sistemato al confine delle proprietà due piccoli contenitori con cibo ed acqua per i gatti liberi della zona. A quanto pare, nello stesso luogo, si erano dovuti registrare fatti incresciosi come l’aver gettato via i piattini. Nonostante la diffida della Protezione Animali, vi era poi stata una denuncia che in primo grado si era risolta con la condanna della gattara: molestie e biasimevoli motivi, queste sarebbero state le motivazioni del Tribunale.

Ora il pronunciamento della Corte d’Appello genovese che ha ribaltato, con sentenza 1.114/2014, l’esito del precedente verdetto.

In tal maniera, commenta l’ENPA, è stata sancita la piena validità delle norme regionali che tutelano le colonie feline e riconoscono all’attività degli zoofili “finalità riconosciute dalle legge ed eticamente apprezzabili”. Il tutto, sottoliena sempre la Protezione Animali, rispettando igiene e pulizia.

Con la sentenza della Corte d’Appello è stata di fatto premiata l’azione della Protezione Animali savonese che, grazie all’impegno di un volontario storico, aveva redatto (e consegnato ad un consigliere regionale che l’aveva proposto ufficialmente e fatto approvare dal Consiglio) negli anni ‘90 buona parte del testo divenuto l’articolo 8 della legge 23/2000, che vieta di ostacolare o impedire agli zoofili di curare ed alimentare le colonie feline, di asportarne le attrezzature o spostare i gatti dal loro ambiente e prescrive che, in caso di controversia, il Comune individui un’area, all’interno dell’habitat della colonia, dove posizionare cibo e ripari, prevedendo infine multe salate per i trasgressori.

Secondo la Protezione Animali, non sono infrequenti i casi, soprattutto in Riviera, di intolleranza, non solo verbale, verso i gatti liberi e chi si cura di loro, costringendo spesso l’ENPA ad inviare diffide a condòmini ed amministratori e a segnalarli alla Polizia Municipale per vigilare sul rispetto della legge. E non mancano atteggiamenti contraddittori di alcuni Comuni savonesi che, a differenza della maggioranza che tutela i gatti liberi dei cortili, spesso perseguitano chi di loro si occupa.

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