GEAPRESS – Nuovi cinghiali nel centro di Genova. Pochi giorni dopo l’uccisione degli otto cinghialetti nei pressi di corso Carbonara (vedi articolo GeaPress) nuova intrusione di giovani cinghiali, questa volta in via Ugo Bassi. Di sicuro abituati alla presenza dell’uomo. Questo anche alla luce del fatto che uno dei cinque cinghialetti aveva un collarino al collo. Era, ormai, talmente stretto da avergli procurato una brutta ferita.

Ancora una volta gli Agenti della Polizia Provinciale di Genova hanno svolto il loro lavoro. Il giardinetto è stato recintato ed i cinghialetti catturati.

Che fine faranno?” – chiede uno dei tanti passanti che ha pazientemente assistito, con un pò di apprensione, alla cattura. “No comment“, risponde con un sorriso un Agente.

Macellati o cos’altro? La voce girata era che la madre fosse stata abbattuta a ridosso di Genova, due giorni addietro, e così i cinghialetti, nella notte tra martedì e mercoledi, sono entrati in città.

Un fatto, ormai, comune sia per Genova che per altri centri. Nel caso del capoluogo ligure, però, forse ancor più facile che da altre parti. Genova, infatti, è stretta e lunga sul mare. I suoi quartieri, poi, hanno inondato le vallate e si sono inerpicati sulle colline. Insomma, i punti di contatto del cinghiale con le abitazioni dell’uomo, sono praticamente infiniti. Chi ci crede che si riuscirà mai a fare rispettare il divieto di fornigli cibo? Ed a che cosa serve la cattura?

Anche se i principali imputati di questo fenomeno, sono i cittadini che forniscono da mangiare agli ungulati (di recente è arrivato anche il capriolo, … quasi cittadino), il problema è che i cinghiali occupano territori fino ad alcuni decenni addietro sconosciuti alla specie. Questo almeno per quelli di derivazione centroeuropea, introdotti per la gioia degli italici cacciatori che, secondo la LAC (Lega Abolizione Caccia), sono gli unici beneficiari di questo sistema.

Secondo Roberto Piana, Coordinatore nazionale delle Guardie della LAC, “finchè in Italia non si provvederà a vietare la detenzione, l’allevamento e il commercio dei cinghiali, oltre che a disincentivare l’utilizzo venatorio di questo animale, il problema sarà irrisolvibile. Il cacciatore, infatti, è l’unico beneficiario della presenza del cinghiale e decenni di abbattimenti, finanche all’interno della aree protette ed in periodo di caccia chiusa, non sono serviti a niente“.

Una inutile azione di fucileria, dunque, con il cinghiale, ora, fin dentro le città.

Via il cacciatore dalla gestione del cinghiale, e comunque, come prevede la legge, l’abbattimento non può che considerarsi come estrema ratio. Tutto l’opposto di quello che avviene in Italia, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Intanto, per i cinghialetti di Genova, …. un mondo di auguri, sperando sempre che possano ancora riceverli.

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