GEAPRESS – Venti giorni fa, una giovane femmina di gufo reale veniva recuperata in fin di vita dalla Polizia Provinciale di Brescia nel Comune di Gavardo (Brescia) e consegnata al Centro Recupero Animali Selvatici WWF Valpredina, in provincia di Bergamo.

Il rapace presentava sintomi da intossicazione alimentare, causati dall’ingestione di un animale avvelenato. Il ritrovamento avveniva a soli due giorni dal ritrovamento di un giovane maschio di gufo reale impallinato. Anche in questo caso il rapace è stato recuperato dalla Polizia Provinciale nello stesso Comune di Gavardo. Mentre per il giovane maschio è prevista una lunga degenza, conseguente all’operazione chirurgica di oltre cinque ore a cui è stato sottoposto, la femmina di gufo ha ritrovato ieri la libertà nello stesso luogo in cui è stata trovata.

La giovane femmina – riferisce Matteo Mauri Responsabile del CRAS – è arrivata in condizioni gravi con chiari sintomi di avvelenamento. Le cure impostate dal Dottor Luca Cavallaro, veterinario del CRAS, si sono rivelate subito efficaci. In venti giorni il gufo reale si è pienamente ristabilito e ora ritorna a volare nella zona in cui probabilmente è nato“.

Dall’inizio della stagione venatoria sono circa 45 i rapaci giunti al CRAS con ferite da arma da fuoco. Solo nell’ultimo mese, inoltre, sono arrivati ben tre gufi reali. Per uno che presentava gravi ferite conseguenti all’impatto con un filo spinato, purtroppo, non c’è stato nulla da fare.

La persecuzione diretta – continua Mauri – è ancora una delle principali cause di ferimento per i rapaci diurni e notturni. Speriamo che dopo la femmina liberata poche ore addietro, anche il giovane maschio impallinato si possa ristabilire e possa tornare a volare nei boschi di Gavardo“.

Il Centro Recupero Animali Selvatici Valpredina, ubicato presso l’omonima Riserva Naturale del WWF, è uno dei centri più avanzati in Italia; grazie alle convenzioni stipulate dalle province di Brescia, Bergamo e Lecco, oltre millecinquecento animali selvatici vengono curati ogni anno.

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