barbagianni
GEAPRESS – E’ finito impallinato il Barbagianni che viveva nei pressi del cimitero di Gaggiano, a sud ovest di Milano. Il predatore notturno è stato trovato da un cittadino nella giornata di ieri. Il rapace  è ora  ricoverato presso il Centro Recupero Fauna Selvatica “La Fagiana” gestito dalla LIPU a Magenta, nel Parco del Ticino.

Di quel colpo di fucile l’animale porta il ricordo del foro nell’ala sinistra e le tracce di piombo nel becco. “Per fortuna – riferisce a GeaPress Veronica Burresi, responsabile del Centro – non vi sono  fratture ossee. Di certo, chi ha sparato, non può averlo confuso con altro animale“. In quella zona erano a quanto pare presenti più cacciatori, probabilmente attratti dal buon passaggio di migratori spinti verso sud dal freddo di questi giorni.

L’animale, sta per fortuna ben rispondendo alla cura e sebbene la prognosi potrà essere sciolta solo tra qualche giorno, gli esperti della LIPU e la Veterinaria del Centro, sono fiduciosi.

La gravità di quanto commesso – ha aggiunto la dott.ssa Burresi – si evidenzia anche dal danno comportato alle popolazioni selvatiche di questo rapace. Il Barbagianni, infatti, è molto localizzato nella Pianura Padana e le sue popolazioni , decisamente  contenute, sono concentrate solo in pochi posti“. Dunque una danno non solo per il povero animale ma anche un sicuro colpo inferto alla biodiversità dei luoghi. Oltretutto l’area di Gaggiano è quella del Parco Sud di Milano, dove insistono  molti coltivi. Il Barbagianni con la predazione esercitata sui roditori, svolge una funzione utile all’agricoltura.

Grazie all’impegno del Centro di Recupero della LIPU, il Barbagianni tornerà probabilmente in natura ma, sottolineano gli esperti, il problema del piombo, qualora dovessero rivelarsi altri pallini nei tessuti, potrebbe presentarsi postumo alla guarigione delle ferite. Il metallo pesante, infatti, è tossico per gli organismi viventi. Nel tempo può manifestarsi il saturnismo, con effetti purtroppo anche letali.

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