animal equality gadhimai
GEAPRESS – Nel video diffuso da Animal Equality si vede pure la testa di piccolo bufalo gettata in terra ed ancora muoversi. Occhi e lingua appaiono cercare drammaticamente un ultimo aggancio con la vita che però è stata decapitata nel corso del festival per Gadhimai, la divinità Indù che richiede il sacrificio.

Un rituale ormai vietato in India, da dove provengono buona parte dei fedeli, ma ancora consentito in Nepal. Nonostante il divieto di attraversare i confini con al seguito animali, in molti sono riusciti ad aggirare il provvedimento imposto dalle autorità indiane.

In Nepal, invece, il governo starebbe impedendo il più possibile di filmare o fotografare cosa accade durante il Festival di Gadhimai. Animal Equality, grazie anche all’utilizzo di un drone, è però riuscita a documentare la brutalità con la quale, in queste ore, migliaia e migliaia di animali stanno trovando la morte a Bariyarpur, un villaggio del distretto di Bara, nel sud del Nepal.

Il sacrificio, spiega Animal Equality, avviene perché i fedeli ritengono di compiacere attraverso la sofferenza e la morte di questi animali la dea indù Gadhimai, ottenendo così in cambio salute e prosperità.

Oltre ad essere riusciti a documentare quanto sta avvenendo in queste ore, Animal Equality, attraverso squadre di volontari locali, sta controllando che l’ordinanza del governo indiano volta a vietare il trasporto di animali verso il Nepal stia trovando reale attuazione. Questo ha permesso  a centinaia di animali di avere risparmiata la vita.  Anche e soprattutto per questo motivo il numero di animali sacrificati in quest’edizione si è ridotto del 69%. Per fare un esempio nell’edizione del 2009 il primo giorno erano stati già sacrificati più di 6000 animali, nel 2014 ne sono stati uccisi circa 2.500.

Durante l’ultimo mese alcuni volontari di Animal Equality hanno condotto una campagna educativa rivolta agli abitanti di diversi villaggi e ai sacerdoti del tempio di Gadhimai, incoraggiando ad eseguire il rituale senza uccidere animali, suggerendo diverse alternative.

Quello che sta accadendo in nome della religione è davvero pazzesco – ha detto Amruta Ubale, coordinatrice di Animal Equality in India – Migliaia di animali macellati e sangue che arriva alle caviglie.  Animal Equality rispetta la libertà di religione, ma crede fermamente che la tradizione e la religione non possano giustificare tali sofferenze inferte agli animali. La pressione internazionale è sempre più forte e speriamo che questa sia l’ultima volta in cui viene eseguito questo massacro. Stiamo continuando a lavorare senza sosta perché questo possa accadere” .

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