cane rogna
GEAPRESS – Intervento, nei giorni scorsi, dell’Arma dei Carabinieri nei confronti di tre canili della provincia. I sopralluoghi, che avrebbero poi  portato al sequestro delle strutture, sono stati eseguiti congiuntamente al portavoce parlamentare Paolo Bernini del Movimento 5 Stelle ed all’EITAL (Ente Tutela Animali e Legalità – movimento animalista di denuncia). Le ispezioni, secondo quanto riportato dallo stesso Parlmentare, avrebbero dato esiti definiti “sconvolgenti”. Bernini riferisce a questo proposito di situazione surreale, relativamente alla presunta abusività delle strutture così come dei box rilevati come “non a norma”, ossia “eccessivamente stretti e le cucce erano pozzetti di cemento”.

La nota diffusa dal Parlamentare riporta di “acqua stantia e cibo cosparso al suolo misto alle deiezioni, assenza di sala infermeria” mentre nessun cartello affisso fuori dalle strutture avrebbe indicato gli orari visite ed altre informazioni obbligatorie. Il parlamentare riferisce di un ex mattatoio non sottoposto a ristrutturazione e stanzoni ove erano collocati i cani utilizzando per box materiali vari.

Un secondo canile, attenzionato sempre in provincia di Foggia, avrebbe inoltre evidenziato la presenza di tetti in eternit, oltre che ratti morti e relativi escrementi. Critiche sembra essere stata anche la sistemazione dei sacchi di mangime.

Le strutture sono state sequestrate così come gli animali ospitati. Alcune associazioni, con l’aiuto dell’EITAL, hanno presentato immediata e urgente istanza alla Procura della Repubblica di Foggia nella persona del PM titolare dei fascicoli, affinché possano da subito provvedere al loro svuotamento, mediante adozioni, affidamenti e trasferimento dei cani presso luoghi idonei.

Sul caso Bernini evidenzia un aspetto quantomeno inaspettato. Le strutture, infatti, anni addietro. Quesiti vengono pertanto sollevati su coloro che avrebbero dovuto interessarsi degli animali. C’è poi l’aspetto dei finanziamenti che sarebbero stati devoluti dalla Regione Puglia e che ammonterebbero a diverse decine migliaia di euro.

Il mio lavoro – ha dichiarato l’On.le Bernini – è rispondere alle esigenze dei cittadini, che sempre più chiedono umanità nel trattamento degli animali e giustizia nell’utilizzo delle risorse provenienti dalle loro tasse. Nello specifico, il mio compito è occuparmi della tutela degli animali, garantendo il loro rispetto e impedendo la loro mercificazione. Considero altresì mio compito diffondere tutte quelle realtà dove le Forze dell’Ordine intervengono con attività efficaci all’accertamento di reati e illeciti, auspicando che la Magistratura incrementi l’efficacia dell’azione penale e la propria sensibilità verso un problema che oggi rappresenta una piaga sociale. Lavorerò con tutto il Movimento 5 Stelle affinchè le ASL e le Autorità competenti non si girino più dall’altra pare davanti ad un randagio ma, ottemperando ai propri doveri, esercitino una vigilanza efficace; il randagismo non finirà mai se chi di competenza non fa il proprio dovere, dal censimento dei cani randagi alle loro catture, alle sterilizzazioni, all’accertamento delle sanzioni per chi non fa applicare il microchip al proprio cane. Solo così – ha concluso il Parlamentare – potremo iniziare ad arginare questo terribile fenomeno collettivo”.

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