GEAPRESS – Un tempo servivano alle carbonaie. Dal Gargano, la preziosa carbonella partiva per l’intera Capitanata. Ora è tutto diverso. Rimangono i fossi, rivestiti di argilla o mattoni. Servivano a raccogliere il materiale secondario, anch’esso utilizzato.

In una località isolata nei pressi di Ischitella (FG), proprio in uno di quei fossi, si stava consumando la tragedia di una cagnetta di razza Breton, finita lì dentro chissà come. Difficile che trattasi di una randagia. I volontari li conoscono un pò tutti e, nonostante la lunga permanenza nel fosso, le condizioni del mantello non fanno presupporre tale provenienza. Sta di fatto che la cagnetta rimane per più giorni nella trappola di roccia. Poi un signore si accorge casualmente di lei.

Da solo, però, non riesce a tirarla fuori. Il signore non si perde d’animo. Si rivolge sia agli ambienti venatori che ad alcuni contadini del posto. Niente, quella Breton sembrerebbe essere condannata a finire i suoi giorni nella umida fosse scavata nel substrato calcareo. Umida e fredda, ancorché il tutto è avvenuto nei giorni della grande nevicata. Incredibilmente, però, lei, in quel buco, ha resistito.

Un Vigile Urbano di Ischitella promette il suo interessamento. Passano i giorni, ma la piccola Breton è ancora lì. Infine la voce arriva a chi, nel paese e dintorni, si prodiga per i cani randagi. Si decide di intervenire subito anche perché la neve, nel frattempo, viene sempre più giù. La temperatura crolla fino a valori del tutto insoliti per Ischitella. Il paese, sospeso a metà tra i boschi del Gargano e il mar Adriatico, è una delle località più ad est del territorio italiano. Pronto, cioè, ad accogliere il vento freddo dei Balcani.

Ciononostante i due volenterosi raggiungono il luogo, armati di tutto punto, ovvero corde e scala. Quanto occorre per tentare ormai l’impossibile. Provare a scendere in quel buco a salvare la cagnolina. Giunti sul fondo, la cagnetta trema. Ha freddo ed è anche molto impaurita. I morsi della fame però sono più forti e senza neanche masticare ingoia velocemente il primo cibo portato dai soccorritori.

L’ambulatorio veterinario ove viene immediatamente ricoverata riscontra la presenza di una mastite, ovvero infezione alle mammelle. Sono piene di latte. Nel frattempo, però, è diventato un liquido nerastro. La cagnetta aveva dei cuccioli. Chissà quale fine hanno fatto, mentre lei era rimasta bloccata in quel fosso.

La persona a cui deve la vita la tiene ora con sé. La cagnetta pensa ancora ai suoi cuccioli. Li chiama, ulula, e tenta la ricerca.

Come è possibile che nessuno l’abbia cercata? Il paese è stato battuto a tappeto. Nessuno ne sapeva niente, anzi quando si è chiesto aiuto, c’è stata anche qualche risata di scherno. Chi vuole che pensi a un cane in un fosso, disse qualcuno. Il timore, ora, è che il suo padrone possa in qualche maniera reclamare il cane. Magari, tolto dall’inghippo, può ancora servire.

Ad Ischitella, però, attorno alla cagnetta hanno fatto quadrato. In quel fosso ha rischiato di morire. Non è il caso di tentare ancora la sorte.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTOGALLERY: