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GEAPRESS – Gettate tra i Germani reali ed i Gabbiani che popolano l’oasi faunistica urbana. Decine di bustine di veleno per topi, secondo la denuncia dell’ENPA di Savona sarebbero state distribuite nei luoghi nel corso di una derattizzazione “fai da te”.

Un’azione pericolosissima, riferisce la Protezione Animali, non solo per gli animali presenti ma anche per le persone che frequentano le vicine spiagge. Il principio attivo del veleno è un anticoagulante (a base dicumaronica) che induce nei topi che lo mangiano intense e dolorose emorragie. I roditori sono costretti  a cercare affannosamente acqua, dove poi vanno a morire in un’atroce agonia ed inquinando quindi il torrente con i loro corpi e con i residui di veleno. Per evitare tali pericolose conseguenze le bustine vengono invece inserite dalle aziende specializzate in contenitori dove il malcapitato topo cade e vi muore.

Gli animalisti che vigilano sull’oasi hanno chiesto ed ottenuto l’intervento delle Polizia Provinciale e di quella Municipale, che hanno redatto un rapporto per la magistratura.

L’oasi faunistica urbana è stato istituita da Comune e Provincia alcuni anni addietreo. Sono state installate bacheche esplicative ed il Comune interviene periodicamente con mezzi meccanici per la manutenzione degli stagni costieri necessari alla sopravvivenza ed alla sosta di circa 80 specie di fauna selvatica.

Purtroppo però, come accade nelle altre zone protette della provincia (Bergeggi, Gallinara, Piana Crixia, etc.)  non vi sono i soldi per curare gli animali selvatici feriti, malati o in difficoltà che vi si trovano; e così, come al solito, ad intervenire a proprio esclusivo carico sono gli stanchi e sempre pochi volontari della Protezione Animali.

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