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GEAPRESS – Da tempo il Nucleo Guardie Zoofile l’ENPA di Firenze comunicava agli organi Istituzionali Locali il perseverare di individui che usufruiscono di animali per la pratica dell’accattonaggio. Un uso basato sull’obbligo per gli animali a stare seduti e fermi per diverse ore sui marciapiedi della città. Il tutto per fini di lucro, nonostante il Regolamento per la tutela animali n. 285 del 3/05/99 vieti tale pratica incivile.

Due diverse operazioni effettuate del Nucleo Territoriale di Firenze e del Distaccamento del Valdarno – Val di Sieve, avvenute nella giornata di sabato 27 giugno, hanno ora portato al sequestro di due cani illegalmente importati in Italia e usati per l’accattonaggio.

Il primo sequestro, è avvenuto a Firenze in via Borgo Albizi, dove la pattuglia delle Guardie Zoofile ENPA ha individuato una persona di cittadinanza Rumena, seduta sul marciapiede intento a chiedere l’elemosina con l’ausilio di un cucciolo di circa tre mesi. Al controllo dei documenti inerenti la tutela veterinaria del cane, questo risultava privo di vaccinazioni, privo di microchip di identificazione, con il libretto sanitario Rumeno palesemente in bianco. Il proprietario del cane si giustificava dicendo che in Romania non era obbligatorio tale documentazione.

Il cane veniva così sottoposto a sequestro amministrativo, ai sensi della Legge n. 201 del 2010, in quanto introdotto illegalmente in Italia senza il trattamento sanitario previsto.

Il secondo cane, è stato sequestrato ad un cittadino Rumeno, nel Comune di Bagno a Ripoli in località Ponte a Ema. Il soggetto sfruttava l’animale per la questua all’ingresso della Coop.

Si trattava di un pechinese di circa due anni, che risultava provenire dalla Romania sprovvisto di microchip, certificazioni sanitarie e vaccinazioni con il libretto sanitario Rumeno che sarebbe risultato palesemente non regolare. Il proprietario conosciuto come abituale frequentatore del luogo, in quanto già sanzionato per l’accattonaggio alcuni mesi orsono con un altro cane, si è giustificato di averlo importato in Italia da 12 giorni. Anche questo cane a norma dell’art. 5 della Legge n. 201 del 2010, è stato sottoposto a sequestro amministrativo.

Entrambi gli animali sono stati consegnati successivamente alla competente ASL 10 Servizi Veterinari di Firenze per essere sottoposti ai trattamenti di prevenzione sanitaria. Ad entrambi i soggetti, oltre al sequestro dei cani, è stata contestata la violazione amministrativa di €. 200,00 di competenza U.V.A.C. – Uffici Veterinari per gli adempimenti Comunitari –  di Livorno.

Secondo l’ENPA la pratica dell’accattonaggio con uso di animali, (dai cani ai pappagalli ecc.) già più volte segnalata agli Enti Locali preposti alla tutela degli stessi (Comune), è evidentemente redditizia e in forte espansione, come dimostrano le decine di segnalazioni effettuate dai cittadini al Nucleo delle Guardie ENPA.
Le persone controllate sono senza fissa dimora, non parlano la lingua italiana, i cani vengono introdotti dalle rispettive nazioni di provenienza senza documenti sanitari o passaporti, oppure con i documenti sanitari palesemente falsificati, con l’evidente rischio di introdurre nel territorio nazionale gravi malattie come la rabbia silvestre e/o altre già debellate da tempo dal territorio Nazionale.

Le normative della Comunità Europea e quelle dello Stato Italiano hanno ratificato da tempo precise e opportune direttive e leggi tese sia alla tutela degli animali durante il trasporto sia alla salute degli stessi con precise e inderogabili norme sulla sicurezza sanitaria degli animali da malattie endogene di paesi comunitari o extracomunitari di provenienza.

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