pecore stallattico
GEAPRESS – Una proprietà di un ettaro nella provincia di Firenze, con terreno circondato da rete metallica. Queste le catatteristiche del luogo segnalato per un presunto caso di maltrattamenti di animali, al Nucleo Provinciale Guardie Zoofile ENPA di Firenze. Un’area particolare perchè posta all’interno di una Zona di Ripopolamento e Cattura sulla quale si sono sviluppate le indagini della Sezione Investigativa Speciale per la Tutela Animali, (S.I.S.T.A.) del Distaccamento Empolese Val d’Elsa dell’ENPA

In quei luoghi, secondo le Guardie intervenute congiuntamente alla Polizia Provinciale, sarebbero occorsi atti di bracconaggio a mezzo di tagliole e trappole e con sporadici colpi di arma da fuoco provenienti dall’interno della proprietà. Nello stesso luogo, numerosi animali da reddito e cani presumibilmente maltrattati.

I reati ora ipotizzati si basano proprio sull’uso delle tagliole e sul maltrattamento di animali. La dettagliata informativa, inviata alla Repubblica di Firenze, dava corso ad un decreto di perquisizione locale e domiciliare del proprietario del terreno. A finire sotto sequestro penale sono stati un fucile monocanna che risulterebbe non denunciato ed illegalmente detenuto, 579 cartucce di vario calibro illegalmente detenute, una Tortora (Streptopelia decaotto) appartenente alla fauna selvatica non detenibile ed otto cani di varie razze, detenuti in luogo che gli inquirenti hanno definito angusto e malsano. Cinque di questi cani sarebbero poi stati ritrovati senza microchip; sono ora in custodia giudiziaria presso un canile locale;

Il sequestro amministrativo, invece, avveniva per un colombaccio (fauna selvatica non cacciabile e non detenibile senza specifica autorizzazione), un merlo, ovvero fauna selvatica non detenibile senza autorizzazione, sette tagliole a scatto per la cattura degli uccelli, tre trappole in rete metallica di cui una con portello a scorrere e due con ingresso tipo nassa, una rete per l’uccellagione.

La persona indagata veniva inoltre segnalata alla competente Autorità Giudiziaria con l’accusa di maltrattamento e detenzione incompatibile di animali da reddito (gli ovini e caprini) costretti in una baracca di 8 metri x 6 tenuti su uno strato di circa 60 centimetri di stallatico obbligando gli animali a toccare con la testa le lamiere della baracca nella quale venivano ammucchiati. Si trattava di dodici pecore, dieci agnelli, tre capre, tre capretti.

Nel piazzale venivano inoltre trovate recluse all’interno di sei piccole gabbie artigianalmente costruite, una gallina e relativi pulcini  esposti al sole e alle avversità atmosferiche. Gli animali sono stati ora liberati nell’area debitamente recintata e disposto al proprietario il ripristino a norma delle stabulazioni..

Secondo le Guardie dell’ENPA, l’intera area recintata si presentava in uno stato di degrado con ammassi di rifiuti eterogenei di vario tipo. Sul luogo è stata fatta intervenire una pattuglia della Polizia Municipale di Empoli per il controllo delle auto abbandonate e i rifiuti rilevati.

I controlli amministrativi e il monitoraggio del rispristino del benessere animale sarà costantemente seguito dal personale ENPA in collaborazione con la competente ASL Veterinaria di Empoli

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