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GEAPRESS – Intervento nella giornata di ieri del Commissariato della Polizia di Stato di Faenza (RA), a seguito di segnalazione. Veniva in tale contesto riferito della presenza di una ventina di cani in un capanno ubicato presso una abitazione. I cani, sempre secondo l’anonimo segnalante, potevano essere detenuti in maniera irregolare.

Il controllo, congiunto alla Polizia Municipale e alla presenza di personale della Ausl di Faenza – Servizio Veterinario – iniziava sulla base della verifica della proprietà, a quanto pare riferibile ad una anziana persona che, a detta di un parente poi rintracciato, non sarebbe più stata nei luoghi.

Erano altresì evidenti, riporta sempre la Polizia di Stato, i latrati dei cani provenienti da una stalla. Chieste spiegazioni in merito, veniva però risposto che i cani lì ospitati appartenevano ad un altro parente ancora, residente poco distante. Dopo vani tentativi di rintracciarlo, gli Agenti  contattavano la figlia che assicurava che assiciurava di recarsi sul posto insieme al presunto possessore dei cani.

Nel frattempo però, considerato il contenuto della segnalazione e il persistere dei latrati, l’affittuario del podere veniva invitato a tranciare il lucchetto che chiudeva la porta d’ingresso della stalla in modo da permettere l’accesso degli operatori. Una volta  entrati, gli Agenti constatavano la presenza di quello che viene definito “un vero e proprio allevamento abusivo, composto da 13 cani di piccola taglia, tra i quali due cuccioli di uno- due mesi e una fattrice, appartenenti alle razze Shitzu, Barboncini nani, Cavalier King e Yorkshire”.

Gli animali sarebbero risultati  sprovvisti di microchip, ma sostanzialmente in buona salute. Ad ogni modo, sempre secondo la Polizia, sarebbero stati ospitati in un “ambiente privo di aerazione e con ciotole praticamente prive di acqua”.

Per la proprietà dei cani, non senza qualche iniziale polemica, vi sarebbe stata la disponibilità della figlia dal presunto possessore la quale si dichiarava altresì pronta a trasferirli in un luogo idoneo alla loro permanenza, ossia presso l’abitazione del padre. A quanto pare un ex allevatore di cani.

Una volta avuto chiaro il contesto operativo, la Polizia di Stato provvedeva quindi a mettere i cani in sicurezza, fornendoli nell’immediato di microchip e trasferendoli tutti presso l’abitazione dell’anziano uomo, dopo un accurato sopralluogo volto a verificarne la complessiva idoneità. A seguito di tale verifica  si riscontrava, tra l’altro, la presenza di altri sette cani di razza, regolarmente intestati ai componenti della famiglia ivi residente.

Preso a sommarie informazioni dai poliziotti del Commissariato, l’uomo dichiarava poi di essere il proprietario dei cani rinvenuti sin dalla loro nascita e, in tal modo, si rendeva destinatario delle contravvenzioni contestate nel corso del controllo amministrativo, consistenti in circa 1500 euro di sanzioni relative alla mancata iscrizione dei cani all’anagrafe canina del comune e alla omessa applicazione dei microchip. A queste si aggiungono le sanzioni inerenti la presunta mancanza dei requisiti logistici e sanitari idonei ad una corretta collocazione degli animali ; inoltre allo stesso venivano contestualmente notificate numerose prescrizioni a cui dovrà attenersi scrupolosamente per mantenere il possesso dei cani

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