enpa clinica milano
GEAPRESS – Nella veloce e spesso disattenta comunicazione che ha invaso anche i canali più in uso tra gli animalisti, si offusca ed in alcuni casi scompare, quella che è stata la storia delle idee. Le nostre idee, intese quelle dei sostenitori dei diritti degli animali, pur con le mille sfaccettature che la cronaca quotidiana evidenzia.

Ci fu un tempo che l’Italia era costellata da decine di Società Zoofile, impegnate ad affrontare sia l’assistenza del cane abbandonato ma anche, in alcuni casi, a ragionare attorno alla vivisezione, caccia ed allevamenti. Esistevano ovunque, da Roma a Milano, a Palermo come a Trieste.

Tra le varie Società zoofile vi fu, ad esempio, quella Lombarda nella quale trovano radice alcune sedi dell’ENPA ed in particolare quella di Milano. Un diploma a firma di Quintino Sella e risalete addirittura all’Esposizione Nazionale del 1881, è tutt’oggi in mostra presso la sede di via Gassendi 11.

In quella stessa palazzina vi è inoltre la Clinica Veterinaria e la sede delle Guardie Zoofile milanesi dirette da Ermanno Giudici. Tante le denunce seguite grazie all’intervento delle Guardie da lui dirette. Tra queste anche quella contro il noto circo famoso per la giraffa in fuga. Ispezionato dalle Guardie ENPA una volta attendato a Monza generò una opposizione che obbligò ad un “calvario” legale di ricorsi e controricorsi, dal Tribunale di Monza fino alla Corte di Cassazione. Grazie ad un impegno costante dell’ENPA milanese, messo in campo senza sfavillanti lustrini, si è infine giunti alla possibilità di potere trasferire gli animali presso un Centro di Recupero. Viceversa sarebbero ancora nei carrozzoni del circo. Gli animali, invece, sono stati trasferiti grazie all’intervento del Corpo Forestale dello stato e della LAV, presso la struttura di Semproniano, in provincia di Grosseto.

C’è poi la Clinica Veterinaria, aperta sia ai “normali” pazienti dei cittadini milanesi, che a quelli “speciali” gratuitamente assistiti negli oltre 2000 soccorsi annui. Animali, questi ultimi, sia domestici che selvatici; tutti, comunque, bisognosi di assistenza. Dai piccoli Ghiri, passando per i Pitoni abbandonati ed i gattini incidentati. Per ognuno di loro, ci spiega la dott.ssa Irene Franco, Direttore Sanitario della Clinica Veterinaria, vi è un settore apposito. Quello per l’accoglienza (con la giusta separazione tra animali senza padrone, ovvero di provenienza ignota, e dell’utenza milanese) e le sale di preparazione a quella operatoria. Numerosi e strutturalmente specializzati, i luoghi per la degenza. Una Clinica moderna ma che mantiene lo spirito dovuto ad una struttura associativa, come nel caso del dono di un Medico Veterinario milanese che decise, una volta andato in pensione, di lasciare alla Clinica dell’ENPA l’attrezzatura in dotazione. Un sistema che unisce attorno ad un unico scopo anche i clienti “normali” i quali, portando i loro beniamini, sono consapevoli di aiutare randagini ed altri animali senza padrone che hanno bisogno di aiuto.

Sono ben 15 i Medici Veterinari che collaborano con la Clinica dell’ENPA. Con loro si integrano i diversi ruoli che caratterizzano l’attività della sede di Milano: operatori, collaboratori, assistenti e promotori. I primi si occupano del servizio di centralino e di consulenza telefonica, oltre che del recupero degli animali. I collaboratori, invece, sono impiegati nell’assistenza degli animali accolti nei reparti di degenza, mentre gli Assistenti rappresentano figure di supporto ai Veterinari di turno. Infine i “promotori”, ovvero quei volontari che si impegnano nelle raccolte cibo, eventi di promozione e raccolte fondi. Tutti devono avere seguito un corso di formazione e periodici aggiornamenti.

Tra i progetti della Clinica, vi è anche quello Medeor, che in latino significa “aiutare”. E’ in funzione da molti anni e fino al 2012 era cofinanziato da un importante sponsor che ha poi sospeso il contributo per ragioni di bilancio. L’ENPA di Milano ha continuato, non senza sacrifici, solo con le sue forze mettendo ogni anno a disposizione un importo in prestazioni del valore di 15.000 Euro. Il servizio è rivolto solo alle persone davvero indigenti, da dimostrare con presentazione modulo ISEE.
Un sistema, quello della moderna ENPA di Milano, che trova le sue radici nell’impegno di volontariato quotidiano. Come quello attuato nel 1981, quando Ermanno Giudici organizzò un primo nucleo di volontari per l’assistenza ai terremotati dell’Irpinia. Se già oggi, è arduo individuare un sistema univoco di assistenza, figuriamoci in quegli anni che fecero purtroppo da apripista al grande sperpero di denaro pubblico per la ricostruzione anche di appetiti criminali. Eppure, proprio nel disastro dal terremoto, i volontari dell’ENPA di Milano portarono aiuti concreti per chi aveva perso tutto, animali compresi. “Si trattava – spiega Ermanno Giudici – prevalentemente di animali da reddito, rimasti prigionieri in stalle diroccate. Una prima collaborazione si instaurò inoltre con il Corpo Forestale dello Stato, impegnato a portare il cibo per gli animali. Gente che aveva perso tutto e che pure teneva a ringraziare offrendoci quello che, in quelle condizioni, era veramente difficile solo ipotizzare, come un invito a pranzo anche dove non c’era più un muro in piedi. Erano felici della nostra presenza e forse, in quella situazione, sperimentammo anche un aiuto di tipo psicologico. Un aspetto importarte – continua Giudici – per chi si trova in situazione di grande disagio”.

Un problema, questo, che si è evidenziato negli anni successivi, fino al più recente terremoto di Modena. L’ansia di non potere più ritrovare il proprio gatto o cane disperso, poteva costituire una complicazione per la macchina dei soccorsi non preparata ad affrontare tale esigenza. Nessuno, tranne i volontari, aveva pensato ad attrezzare un’area di degenza per gli animali a due passi dai campi di accoglienza dei terremotati. In molti, infatti, non volevano separasi dal proprio animale, prima di entrare nelle tendopoli.

Tasselli di storia, in questo caso dell’ENPA di Milano, “costruiti” in molti casi attorno alla Clinica Veterinaria. Una struttura modello che rappresenta uno dei fiori all’occhiello dell’ENPA.


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