GEAPRESS – Gheppi, bufale, civette, maiali, cani, tartarughe e gatti. Poi molti altri ancora. Tutti, anche loro, vittime del terremoto. Diverse destinazioni (come il macello, per quelli allevati e senza più stalla) ed in altri casi animali con esigenze simili a quelli d’affezione. Rifornitura di cibo, ma anche di acqua.

Oggi si fa più nitido il quadro degli animali d’allevamento più direttamente coinvolti per via del crollo dei tetti. Dall’ASL di Modena, iniziano ad affluire dati più definiti che già ieri, però, si iniziavano a palesare nella loro gravità (vedi articolo GeaPress). In uno dei due allevamenti di suini che hanno subito il crollo del tetto, si registrano i provvedimenti più drastici che hanno anticipato la fine di questi animali. 700 maiali su 4000 detenuti, sono stati avviati alla macellazione. I macelli, forse, sono le uniche cose a non avere subito danni. Quindici maiali sono stati invece uccisi in loco a seguito delle gravi ferite, mentre in 40 sono deceduti a causa del crollo del tetto dell’allevamento che si trova a Finale Emilia. Nella seconda struttura di 1500 animali, ubicata a Mirandola, 250 maiali sono stati trasferiti nei pressi di Reggio Emilia, mentre per la restante parte si è provveduto ad una sistemazione idonea nello stesso luogo. In tutto, ad essere controllate, sono state una quarantina di strutture.

Per le stalle di bovini, i danni sembrerebbero più contenuti, mentre dovrebbe essere confermata l’ecatombe, ma di parmigiani reggiani, finiti in terra. Finora sono state controllate un centinaio di stalle di mucche da latte. In tre casi sono stati rilevati danni ingenti. Si tratta prevalentemente di strutture vecchie. Nessun problema per gli allevamenti di conigli e polli. Gli unici dati che sfuggono, ovvero nessuna richiesta di verifiche è finora arrivata, riguarda gli stabulari adibiti alla sperimentazione biomedicale. Come è noto l’area di Modena è sede di alcune industrie del settore, ma da una quindicina di anni la sperimentazione è stata appaltata a ditte esterne, in alcuni casi della zona. Si dovrebbe trattare di conigli e topi in genere destinati alla sperimentazione di aghi e cateteri. Nessuna segnalazione di danni è però affluita agli uffici competenti dell’ASL. Veterinari che tra l’altro lavorano in condizioni di difficoltà ancorché, per il distretto di Mirandola, la struttura risulta inagibile.

Enorme il lavoro per gli animali d’affezione. Un tam tam frenetico sta correndo in queste ore su facebook. La difficoltà maggiore è per i gatti, padronali e non. I cani, qualora smarriti e poi ritrovati, conservano ancora una speranza di potere ricongiungersi con i loro padroni, grazie ai microchip, ma nel frattempo devono andare in stallo. Alcune tendopoli hanno iniziato ad accettare gli animali, da tenersi, però, nei trasportini.

Facciamo un appello ai volontari – ha dichiarato a GeaPress Stefano Giovannini, Responsabile OIPA di Modena – C’è bisogno di cibo, ma anche di aiuto diretto, di persone che vengono a darci una mano. Con i Vigili del Fuoco entriamo nelle aree attualmente interdette, ed abbiamo recuperato gatti, criceti, tartarughe, uccellini e qualche coniglio. Il lavoro è tanto, non lasciateci soli“.

Poi i rifugi ed i centri di accoglienza in generale. Il Centro il Pettirosso è impegnato nel recupero di molti animali rimasti anch’essi sotto il crollo delle macerie (nella foto in alto). Selvatici, come nel caso di Gheppi, Barbagianni, Civette, ma anche domestici. Sono animali che hanno bisogno di cure particolari ed il Centro rinnova in queste ore l’appello ai volontari. Il Centro di Recupero di Monte Adone, nelle colline di Sasso Marconi (BO) per fortuna scampato al terremoto, ha messo a disposizione mezzi e materiale utile per i soccorsi subito inviati nelle zone disastrate. L’ENPA ha annunciato l’invio dell’ambulanza Isotta, attrezzata per il soccorso degli animali. Impossibile, poi, fare una rendicontazione delle mille emergenze che si accavallano tra i vari canili della zona. L’impellenza maggiore rimane quella dello stallo temporaneo dei cani. Nel modenese e nelle altre province interessate dal sisma, ci sono migliaia di sfollati e molti di questi possedevano cani.

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