excalibur II
GEAPRESS – Secondo fonti dell’ospedale Carlo III di Madrid, l’infermiera colpita dal virus Ebola, sarebbe guarita. Gli esami eseguiti sulla donna hanno infatti riscontrato l’assenza della malattia.

L’infermiera, come è noto, aveva curato un paziente proveniente dalla Sierra Leone. Ai primi segnali sospetti, era scattato il ricovero e le misure precauzionali prese per il marito, i luoghi ove vivevano ed il povero Exacalibur.  Si trattava del cane di famiglia subito abbattuto dalle autorità spagnole che si sono così tirate addosso le critiche degli animalisti.  A lanciare l’appello per la salvezza di Excalibur, era stato il marito dell’infermiera.

Un provvedimento difficile da spiegare, anche alla luce di quanto sostenuto in ambienti non necessariamente animalisti. Quel cane, infatti, andava messo sotto osservazione per potere così  studiare l’evolversi di una situazione che nel futuro potrebbe ripresentarsi.

Gli studi condotti nelle zone africane dove la malattie si è sviluppata già negli anni passati, hanno finora messo in evidenza che i cani venuti in contatto con il virus, non sviluppano la malattia (vedi articolo GEAPRESS). Un fatto che sembra essere stato preso nella giusta  considerazione da altra autorità sanitaria, ovvero quella statunitense,  che ha deciso di non  sopprimere il cagnolino di una infermiera di Dallas, anch’essa colpita dalla malattia. Il cane, sembra finora non avere risentito del contatto con la paziente ed è curato sebbene in condizione di isolamento.

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