orsa cuccioli
GEAPRESS – La dichiarazione che forse meglio rappresenta il clima di infuocata polemica che si è diffuso subito dopo l’annuncio della Provincia di Trento, è quella del Corpo Forestale dello Stato: “Si fa presente che nessun appartenente del Corpo forestale dello Stato ha partecipato alle operazioni di cattura dell’orsa Daniza“.

Operazioni di cattura che, come è noto, si sono concluse con uno scarno comunicato della Provincia di Trento che ha annunciato  la morte della povera orsa.

Con una nota diffusa a metà mattinata la Provincia Autonoma ha infatti comunicato che “in ottemperanza all’ordinanza che prevedeva la cattura dell’orsa Daniza“, [ndr: Ordinanza da essa stessa emanata] la scorsa notte si era intervenuti con la telenarcosi. L’orsa è stata addomertanta ma, riferisce la Provincia Autonoma, “tuttavia non è sopravvissuta“.

Solo uno dei due cuccioli sarebbe stato catturato e provvisto di marca auricolare per essere poi liberato. Dell’altro nessuna notizia è stata diffusa.

A prendere le distanze da quanto avvenuto è ora, senza mezzi termini, il Corpo Forestale dello Stato che, nella provincia autonoma non ha competenza territoriale. Se questo, però, è l’anticipo della reazione del Corpo Forestale dello Stato, figuriamoci tutto il resto.

L’ENPA, con la sua presidente nazionale Carla Rocchi, parla di “animalicidio in piena regola“. L’orsa doveva essere lasciata in pace e quanto ora avvenuto viene interpretato come il risultato di una caccia alle streghe e del clima di terrore che sarebbe stato creato. Poi, per il Ministro dell’Ambiente, la richiesta di dimissioni.

Il Ministro Galletti, dal canto suo, riferisce come “la morte di un orso è sempre una sconfitta. Ora pensiamo a seguire e tutelare i due cuccioli”.

Abbiamo già inviato alla Provincia di Trento la richiesta di una relazione sull’accaduto – aggiunge la nota del Ministro – per chiarire la dinamica dei fatti e chiedendo misure affinché episodi come questo non si ripetano più”.

Ma a questo punto, – prosegue il Ministro – fermi restando i chiarimenti da acquisire sulla morte dell’orsa, mi preme la sorte dei due cuccioli, uno dei quali non è stato ancora munito di radio collare. Vanno seguiti e protetti per garantirne il costante benessere e consentire loro di diventare adulti. Così come vanno adottate le migliori soluzioni per l’intera popolazione di orsi del Trentino, Veneto, Lombardia e Friuli. Facciamo in modo che quanto accaduto ci serva da insegnamento per il futuro”.

L’ENPA, però, rincara la dose affermano come “chi a vario titolo è coinvolto nell’animalicidio di Daniza stia sicuro di non dormire sonni tranquilli: questo per noi e per tutti i cittadini italiani che hanno preso a cuore il caso dell’orsa è il punto di partenza di una battaglia che porteremo avanti finché Daniza non avrà giustizia“.

Sul caso è intervenuto anche il WWF che si è dichiarato sconcertato per quanto avvenuto ed aggiunge un particolare a proposito di episodi da non ripetersi. Daniza è infatti il secondo esemplare di orso bruno che muore nel Trentino durante le fasi di cattura e narcosi.

Per il WWF si tratta comunque della “tristissima conferma della inopportunità della sua cattura“. Anzi, si tratterebbe di una incapacità gestionale, accusa riferita alle istituzioni nazionali. Una cattura, riferisce il WWF che ha riguardato un animale “già spossato, perchè in fase di allevamento di due cuccioli“. Una decisione, quella della cattura che il WWF bolla come infausta.

E’ inaccettabile quanto accaduto, tutta questa vicenda dimostra la incapacità di gestire una sana e legittima relazione tra la presenza dei grandi carnivori e le attività umane. Vanno accertate con puntualità le responsabilità individuali e amministrative. Chiediamo rassicurazioni sul monitoraggio e l’impegno per la sorte dei due cuccioli ora rimasti senza le cure materne, alle porte dell’inverno’ dichiara Donatella Bianchi Presidente WWF Italia.

La nota più pesante, quasi da scontro istituzionale, è però quella del Corpo Forestale dello Stato. Un intervento che va bel oltre la presa di distanza.

I Forestali dello Stato non  solo annunciano di avere avviato una indagine d’iniziativa, ma proprio in queste ore  stanno acquisendo documentazione e informazioni presso la stessa amministrazione provinciale e le altre autorità statali e locali coinvolte. Una squadra altamente specializzata, comunica la Forestale Nazionale, in questo tipo di indagini è stata inviata dall’Ispettorato Generale su disposizione del Capo del Corpo  per supportare l’attività investigativa dei reparti territoriali.

L’ipotesi avanzata dal Corpo Forestale dello Stato è grave: delitto di maltrattamento e uccisione di animali.

Già nel mese di agosto il Corpo forestale dello Stato in una lettera indirizzata al Direttore Protezione Natura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) aveva espresso forte preoccupazione per la sopravvivenza dei cuccioli dell’”orsa nati nell’anno e privati dell’assistenza della madre nella ricerca del cibo, nella scelta dei luoghi di rifugio, negli itinerari da percorrere e nella difesa da possibili minacce e da eventuali predatori”.

Nella lettera si era evidenziata la “necessità di un’attenta valutazione di come, in tali circostanze, la cattura e la captivazione possano configurarsi come ipotesi di maltrattamento nei confronti dei cuccioli”. Per tali ragioni il Corpo forestale dello Stato chiedeva di  “considerare la possibilità di un’ulteriore approfondita riflessione sulle future scelte da mettere in atto”.

Lo stesso aveva fatto il Comandante regionale del Veneto del Corpo forestale dello Stato Daniele Zovi che aveva indirizzato analoga nota al Presidente della Provincia Autonoma  di Trento invitandolo a desistere dalla cattura. Il Dirigente esprimeva tutta “la preoccupazione del Corpo forestale dello Stato per la sorte dei cuccioli dell’orsa Daniza in caso venisse catturata e posta in captivazione”.

Dunque, un clima rovente e che già nei comunicati che stanno arrivando, preannuncia manifestazioni animaliste in varie parti d’Italia, tra cui nella stessa Pinzolo (TN), già sede, nei giorni scorsi, di infuocate polemiche.

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