benji II
GEAPRESS – Era stato nominato il “cane di pezza”. Un cucciolotto di circa quattro mesi rinvenuto nel maggio 2013 nelle campagne di Agrigento. Benji, così venne chiamato, era stato orrendamente mutilato da una mietitrebbiatrice (vedi articolo GeaPress ).

Inerme e disidratato, sembrava quasi un pupazzo. Una zampa staccata di netto, un’altra gravemente menomata e poi amputata dal Veterinario. Infine  una terza con una brutta ferita per fortuna del tutto guarita. In quelle condizioni, sotto il sole cocente, era rimasto per almeno una settimana.

Il 13 maggio 2013,  venne notato da Sandro Fanara, volontario dell’associazione animalista Aronne.

Per recuperarlo Sandro rischiò pure un morso, unico momento in cui Benji aveva dato prova  di vitalità. Seguirono lunghe cure, la piena riabilitazione ed infine una sistemazione ottimale in Friuli. Benji, vive ora con una famiglia che lo adora. Ha pure tanto spazio sicuro e confortevole che condivide con altri tre cagnoloni. In entrambe le zampe posteriori porta la protesi, ma Benji è un cane giovane e vitale. Nulla, dal filmato ora diffuso da Aronne, farebbe pensare a quello trovato ad Agrigento. Eppure è lui: Benji il cane (ex) di pezza.

Sembra quasi un paradosso – riferisce Sandro Fanara a GeaPress – ma se non fosse stato per quell’incidente che lo aveva quasi ucciso, Benji sarebbe rimasto un randagio come tanti altri. Una vita di stenti e pericoli. Siamo molto contenti della sua sistemazione e non finiremo mai di ringraziare chi ha voluto regalare a Benji una vita così meravigliosa“.

Il cane, pesa ora ben trenta chili ed ha un carattere docile e gioioso. Socializza con facilità e si trova perfettamente a suo agio con la  famiglia, umana ed a quattro zampe, che lo ha adottato. Uno dei tanti cani salvati dai volontari. Uno dei tanti cani che senza l’aiuto di chi ha voluto rimediare ai danni di altre persone, non sarebbe mai esistito, neanche per una improbabile anagrafe dell’eterno problema randagismo.

Di Benji, aveva colpito l’espressione imbambolata, come un cane di pezza. Il suo sguardo dolce, immerso in un corpo da vecchio peluche, sembrava voler dire qualcosa. Non poteva più reagire, sembrava quasi arreso.  E’ andata diversamente, grazie ad Aronne e alla meravigliosa famiglia friulana.

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