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GEAPRESS – Una grande emozione per alunni e docenti della Scuola Media di Tarsia (CS), accompagnati dalla vicepreside Sara Viceconte. La reimmissione in natura di una Poiana e di una Cicogna bianca, avvenuta stamani nella Riserva Naturale di Tarsia alla presenza del direttore Agostino Brusco e dei suoi collaboratori, oltre che dei volontari del CIPR e degli agenti della Polizia Provinciale Fortino e Calabrese, ha consentito di restituire al suo ambiente un animale che oltretutto è protetto dalla legge.

Nella nostra regione – ha riportato il Comitato Italiano per la Protezione degli Uccelli Rapaci – la prima nidificazione accertata è del 1992, nella Piana di Sibari, seguita da altre nidificazioni negli anni successivi, dopo un’assenza di alcuni secoli”.

La Cicogna liberata a Tarsia era stata ritrovata ferita dal sig. Pietro Cauteruccio a Praia a Mare, nell’ottobre scorso. Dopo una lunga degenza presso il CRAS di Rende gestito dal CIPR – Comitato Italiano per la Protezione degli Uccelli Rapaci – la Cicogna ha ripreso il volo nello splendido scenario della Riserva di Tarsia a suggello della collaborazione costante ed attiva tra il CIPR e l’ente gestore delle Riserve di Tarsia e della Foce del Crati, impegnati entrambi anche nell’attività di Educazione Ambientale INFEA della Regione Calabria.

Migliaia di richieste di aiuto giungono ogni anno dai cittadini di tutta la Calabria. Attivo sul territorio dal lontano 1987, fino ad oggi il CRAS ha curato 6.974 animali con una percentuale di reimmissione in natura di circa il 50%, ponendosi ai vertici dei centri analoghi esistenti in Italia. Ad esere ricoverati le specie più varie: piccoli uccelli, rapaci, rettili e piccoli mammiferi, con circa 100-150 ospiti fissi e circa 400-500 ricoveri annui. Tuttavia, a fronte della soddisfazione per la liberazione della Poiana, della Cicogna e dei tanti selvatici che recuperano la loro libertà, c’è una fortissima preoccupazione per la sopravvivenza del Centro in quanto ad oggi non ci sono finanziamenti di enti pubblici che ne permettano la sopravvivenza.

L’ultimo sostegno finanziario – afferma il CRAS – erogato dalla Provincia di Cosenza è del 2015 ed è ancora senza risposta la richiesta alla Regione Calabria di un interessamento concreto verso la fauna selvatica in difficoltà. Ormai da oltre un ventennio il CIPR, lavorando in stretta collaborazione con le forze dell’ordine – in particolare con CFS e Polizia Provinciale- svolge il ruolo importantissimo di accoglienza, cura e reintroduzione in natura della fauna selvatica ferita o debilitata, con risultati davvero apprezzabili, pur nelle difficoltà di copertura finanziaria dei diversi compiti che deve assolvere. I costi per curare e alimentare anche più volte al giorno i selvatici non sono da poco. Ci sono poi le spese generali, che comprendono la manutenzione e l’igiene delle voliere, le piccole riparazioni, i medicinali, i trasferimenti per le liberazioni e quant’altro di indispensabile per gli animali. E’ da sottolineare, poi, che a partire dalla primavera i ricoveri crescono in maniera esponenziale e, come ogni anno, il CRAS rischia di non poter far fronte alle tante esigenze di accoglienza e di cura. Va sottolineato, inoltre, che il CIPR si pone anche a supporto delle azioni di Polizia Giudiziaria riguardanti i sequestri della fauna selvatica detenuta illegalmente o in condizioni di palese maltrattamento. Un ruolo e una funzione, dunque, importanti e indispensabili. La salute di un territorio è garantita e segnalata dalla presenza in equilibrio ecologico delle sue specie animali e vegetali e che tale presenza, laddove è riscontrabile visivamente perché vi è la necessaria salvaguardia, è anche un ottimo richiamo per i tanti turisti che amano la natura e sanno rispettarla“.

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