daino morto
GEAPRESS – Cani abbandonati e cani che, in alcuni casi, riprendono un vita semi selvatica nel bosco. Accade a Ficuzza, nel corleonese, dove due notti addietro un Daino è stato assalito proprio da alcuni randagi.

Sul luogo, una volta avvisato, si è subito diretto Giovanni Giardina, responsabile del Centro di Recupero Fauna Selvatica di Ficuzza di proprietà dell’ex Azienda Foreste della Regione Siciliana e gestito dalla LIPU.

Nonostante l’immediato ricovero, per il daino non vi era più nulla da fare. Morso in profondità alla gola è probabilmente morto a causa del dissanguamento.

Cani, non lupi  estinti in Sicilia negli anni 30 del secolo scorso. Diversamente, come accade in altre parti d’Italia, si sarebbe subito accusato il predatore di essere la causa della morte del Daino; un evento che, nel caso, rientrerebbe nei meccanismi di regolazione naturale. Ed invece, come più volte sollevato dagli allevatori, il problema è di diverso tipo.

Il cane, infatti, è doppiamente vittima. Abbandonato nel bosco e costretto a vivere una dura vita di randagio per finire, a volte, con i bocconi avvelenati. Il problema, però, sembra non essere avvertito da chi di dovere  e può così capitare che un grosso ungulato venga assalito, fino alla morte, da un gruppo di randagi.

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