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GEAPRESS – Pericolo massimo per il Rospo comune (Bufo bufo) dei Colli Euganei (PD). Le loro popolazioni selvatiche, stante quanto riportato in una nota della sezione veneta del Gruppo di Intervento Giuridico, si troverebbero in fin di vita o addirittura già localmente estinte.

Scarsi sarebbero gli sforzi per fermare questo declino. Anzi, oltre alle competenze del Parco e della Regione Veneto ritenute non sufficienti, l’associazione parla senza mezzi termini di “disinteressamento e disimpegno di sindaci e assessori dei Comuni ricadenti nel comprensorio euganeo“. Alcune di queste Amministrazioni, non avrebbero neanche risposto alla richiesta di accesso atti avanzata dalle associazioni proprio sul problema dei rospi.

Dai sopralluoghi dei volontari è emerso quello che viene descritto come un “quadro catastrofico”. Almeno dodici sarebbero le zone a rischio per la sopravvivenza del Rospo comune. Degradazione ambientale (chiusura e prosciugamento di stagni e fossati, sbancamenti, gestione forestale errata, agricoltura intensiva e inquinamento, introduzione volontaria di animali alloctoni negli stagni) oltre che mancata assistenza e custodia di condotti, reti e dei Rospi stessi.

Secondo il Gruppo di Intervento Giuridico sarebbe lo stesso Ente Parco a riconoscere, in un documento pubblicato nel proprio sito web, che la segnaletica stradale apposta, il limite di velocità di 30km/h e i tunnel sottostradali “non hanno soddisfatto le aspettative e ogni primavera lungo le strade dei colli si ripete l’eccidio di centinaia di rane e rospi.”

A finire uccisi non sono, infatti, solo i rospi. Rane, Salamandre e perfino Tritoni vengono spappolati dalle auto ogni anno a migliaia sulle strade dei Colli Euganei, altri vengono fermati dalla giusta collocazione di reti anti-attraversamento che però non offrirebbe al contempo sottopassaggi per raggiungere gli stagni, interrompendo così la migrazione riproduttiva. I sottopassaggi, in alcuni casi ci sono, ma  con sezione che viene giudicata molto ridotta ed a volte ostruita da ghiaia e asfalto.

Le popolazioni superstiti di Rospo comune dei Colli Euganei sopravviverebbero così grazie al lavoro annuale dei volontari delle associazioni LIPU, LAV e Salviamo il Paesaggio, e di qualche residente sensibile.

Da febbraio ad aprile gli attivisti sono giornalmente impegnati nel salvataggio di questi animali dalle strade.

Ma questa brutta vicenda deve finire – annuncia il Gruppo di Intervento Giuridico –  Ente Parco, Regione Veneto, Provincia di Padova e i Comuni del comprensorio euganeo sono obbligatoriamente tenuti a farsi carico della salvaguardia di questi animali e a prendere sin d’ora seri provvedimenti per non ritrovarsi ancora in situazione di emergenza il prossimo anno”.

Le specie di anfibi e in particolare i loro girini e uova sono protetti dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” (per rospo smeraldino, rana verde, raganella italiana, rana dalmatina, rana di Lataste), dalla Convenzione di Berna (tutte le specie) e dalla legge regionale veneta 53/1974 (tutte le specie).

Ogni anno, più di cinquanta volontari provenienti dalle associazioni aderenti al Coordinamento Protezionista Padovano operano giornalmente per il salvataggio degli Anfibi sui Colli Euganei. Sono formati dal Naturalista dott. Enrico Romanazzi, esperto di Conservazione della Biodiversità Animale e dalla dott.ssa Alessandra Bogo, Presidente dell’Associazione SOS Anfibi, e le guardie zoofile dell’ENPA pronte a denunciare irregolarità e inadempienze.

Agli Enti locali non resta che rimboccarsi le maniche.

Il Gruppo di Intervento Giuridico non si conserva, in ultima, la sua freccia su altra annosa questione. “Al posto di perseguitare i Cinghiali ventiquattrore al giorno, tutto l’anno, si diano da fare per i Rospi“.

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