cani cina II
GEAPRESS – Sono arrivate nelle scorse ore le prime notizie dei 370 cani intercettati dagli animalisti cinesi nei pressi di un presunto macello della città di Zhengzhou (vedi articolo GeaPress).

Molte preoccupazioni si nutrono ora sulla sorte dei cani.

L’intervento degli animalisti, avvenuto lo scorso 19 dicembre, non si era infatti risolto come nei precedenti casi, ovvero con la liberazione ed il riscatto dei cani. Anzi, per circa venti ore la polizia aveva trattenuto una trentina di attivisti che si sarebbero poi lamentati per i metodi poco ortodossi degli agenti (vedi articolo GeaPress).

Stante quanto diffuso dall’ONG Animal Welfare Project, i 370 cani sarebbero stati posti in quarantena e non è affatto chiaro quale sarà il loro destino. Secondo gruppi locali di animalisti cinesi, la difficoltà maggiore sarà convincere le autorità della provenienza illecita degli animali.  In Cina, infatti, non è vietato mangiare carne di cane ed altri animali domestici, ma la provenienza deve essere certificata.

Se non si riuscirà a dimostrare la provenienza irregolare, riferiscono sempre gli animalisti, c’è il rischio che i poveri cani verranno riconsegnati al gestore della struttura.

Incerta, a tal proposito, la fine di 260 gatti ed ottanta conigli. Anch’essi erano stati trovati nel corso del blocco messo in atto dagli animalisti cinesi che non aveva esitato a bloccare i camion carichi di animali, sdraiandosi sull’asfalto.

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