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GEAPRESS – E’ il caos alle porte di Pechino, dopo che più carichi di cani, sono stati bloccati dagli attivisti cinesi. In tutto si dovrebbe trattare di 2000 animali, molti dei quali morti o trovati in condizioni drammatiche (vedi articolo GEAPRESS).

Circa 200 automobili di soccorritori impediscono ai camion di andare via mentre, dopo i primi tentennamenti, le autorità locali hanno iniziato a collaborare. Sul posto anche un cospicuo schieramento di polizia.

Tra le persone che stanno affluendo anche numerosi proprietari che sperano così di rintracciare il proprio animale smarrito o forse rubato. Ammassati in orrende gabbie di almeno sei camion vi sono Husky, Pastori tedeschi, Labrador che, in molti casi, riportano un collare. Anche alla luce dei prezzi di mercato particolarmente elevati, gli animalisti cinesi pensano che la provenienza di tali animali, sia illecita.

Volontari provenienti da diverse zone della Cina si sono precipitati per aiutare nei soccorsi. Cataste di bottiglie di acqua, sacchi di mangimi ed un via vai continuo di mezzi per smistare le parecchie centinaia di cani nei rifugi della zona. Tra i soccorritori anche alcuni veterinari. Le autorità locali hanno così deciso di rendere disponibile un terreno di prima ospitalità, in attesa di decidere sul da farsi.

Nei luoghi si stanno dirigendo anche i rappresentanti di alcune ONG estere che per prima hanno diffuso in occidente la notizia.

Quanto sta accadendo in queste ore rappresenta, ad avviso degli animalisti, il successo delle campagna di sensibilizzazione che di anno in anno, finanche all’interno dei mercati ove i cani vengono macellati, stanno contribuendo a ridurre un fenomeno purtroppo ancora diffuso.

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