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Cina – Hanno firmato una lettera di rinuncia al carico ed hanno consegnato tutti i cani agli animalisti cinesi. Ne da comunicazione l’ONG Animal Welfare Project che rende così noto del felice esito dei blocchi avvenuti nella scorse ore nelle città di Kunmig (vedi articolo GeaPress) e  Tianjin.

Secondo quanto reso noto dall’ONG i proprietari dei camion avrebbero ammesso di non essere in possesso dei titoli di proprietà dei cani. In altri termini il carico potrebbe essere illegale e non in regola con i certificati sanitari relativi alla profilassi della rabbia. In sintesi, potrebbero non avere trascorso alcun periodo di quarantena.

Secondo le disposizioni governative, infatti, non è vietato consumare carne di cane, ma questi devono essere in regola con le norme sanitarie. L’ipotesi di furto costituisce un aggravante. Gli animalisti utilizzano tale possibilità non solo per ottenere la liberazione dei cani ammassati nei camion destinati nal macello, ma anche per contribuire a fare venire alla luce un fenomeno ancora diffuso ed in buona parte in mano all’illegalità.

Tutti i cani sono stati liberati dalle anguste gabbie ove erano compressi. Rifocillati  e sistemati in posti più idonei, sono ora in attesa della visita veterinaria. In occasione dei blocchi dei camion, si presentano infatti molte persone, tra cui veterinari, che prestano gratuitamente il loro intervento.

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