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GEAPRESS – Una caccia a fin di bene, quella messa in atto ormai da lunghi mesi dagli animalisti cinesi. La “preda” è rappresentata dai trasporti illegali di cani e gatti per la macellazione. Un uso legale in alcune parti della Cina, ma che dovrebbe rispettare talune norme sanitarie, come ad esempio il periodo di quarantena per scongiurare la diffusione della rabbia. Per gli animalisti si tratta di portare a galla un fenomeno in buona parte illegale ed arrivare al bando totale di tali commerci.

Un fenomeno, quello della liberazione dei cani, che procede ormai a ritmo quasi quotidiano.

Come agiscono gli animalisti?

Bisogna innanzi tutto dire che i social network utilizzati non sono quelli comunemente in uso in altre parti del mondo, sebbene la loro funzionalità non è diversa. Una vera e propria rete che inizia a fribrillare fin dal primo momento di segnalazione di un camion sospetto. A scorgerlo può essere una qualsiasi persona sensibile che lancia la segnalazione via web.

L’ultima  risale allo scorso pomeriggio e riguarda la città di Pechino. L’allarme, con tanto di localizzazione satellitare, viene ripreso da Compassion for China’s Animals che diffonde il punto esatto ove si trova il camion stipato di cani.

L’appello è quello di far convogliare nei luoghi può volontari possibili. Una vera e propria forza d’urto che in più occasioni ha costituito un deterrente contro possibili fughe ed un maggiore potere di convincimento sulle autorità locali. L’arrivo dei giornalisti, completa il quadro.

Nello stesso messaggio diffuso sul web compare il numero di targa del camion e la richiesta di notizie  su evenutali recidive. Viene inoltre resa nota  la direzione del camion lungo l’arteria di comunicazione ed un numero di telefono per mettersi in contatto con i volontari già sul posto.

Nel caso specifico, non è stato ancora reso noto il numero di animali, ma a giudicare dalle fotografie, è possible ipotizzare alcune centinaia. Una persona sarebbe stata arrestata.

Dunque, l’ennesimo intervento degli animalisti cinesi è tutt’ora in atto. Seguiranno poi gli appelli per gli aiuti. Si tratta del terzo intervento in pochi giorni avvenuto in località molto distante da quelli precedenti. La risposta, però, sembra sempre uguale. In molti accorrono per salvare i cani.

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