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GEAPRESS – Nuovi interventi degli animalisti cinesi e salvataggio di altri 350 gatti.

Il mezzo con i poveri mici, verosimilmente destinati alla macellazione, è stato individuato in un sobborgo di Shangai. Subito è scattato il tam tam sul web ed i due trasportatori, stante quanto riportato dall’ONG Animal Welfare Project, sarebbero stati arrestati.

Questa operazione si va ad aggiungere a molte altre che in meno di un mese hanno portato al salvataggio di migliaia di cani e di alcune centinaia di gatti. In questo caso, però, vi è una nota aggiunta che dimostra la sensibilità crescente verso questi temi.

Tre poliziotte, accorse nei luoghi, hanno provveduto ad acquistare a proprie spese l’alimentazione per i gatti.

Il sequestro, avvenuto lo scorso 5 settembre, è stato reso noto solo ora.

Purtroppo, in queste ore, arriva dalla Cina una brutta notizia. Secondo una nota diffusa dall’Agenzia di Stampa Xinhua, almeno 4900 cani sarebbero stati abbattuti nella provincia sud occidentale dello Yunnan, nel corso di una campagna antirabbica. Gli interventi, che hanno comunque comportato la vaccinazione di 100.000  cani, sono stati determinati dalla morte di cinque persone, tra i mesi di luglio ed agosto. I casi di rabbia nell’uomo si sarebbero verificati nella contea di Shindian.

La rabbia  non è una malattia particolarmente diffusa in Cina, ed è probabile che i recenti casi, abbiano dettato misure più severe sebbene molto criticate, anche sul piano tecnico, dagli animalisti.

A questo proposito si ricorda come possibile mezzo di veicolazione della rabbia, proprio il commercio di cani destinati alla macellazione.

In Cina non è vietato alimentarsi di carne di cane, ma gli animali devono essere accompagnati dai documenti necessari comprovanti provenienza e quarantena. Obbligo, quest’ultimo, che presenta dei costi ben superiori a quelli della vendita di carne di cane. Da qui il sospetto della provenienza illecita degli animali.

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