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GEAPRESS – E’ stato autorizzato il soccorso dei cani bloccati ormai da tre giorni nella città cinese di Tianjin. Numerosi animalisti sono affluiti nel  capannone dove è stato fatto entrare il mezzo con all’interno i poveri animali verosimilmente destinati al macello.

Proprio la vicinanza ad una di queste strutture aveva all’inizio fatto temere il peggio. E’ collocata, infatti, ad appena 3,5 chilometri. Niente per una città che conta quasi venti milioni di abitanti.

Roccambolesche le fasi che hanno preceduto il fermo del camion. Individuato dalle macchine degli animalisti, il grosso mezzo aveva infatti urtato due veicoli in transito. Nei luoghi erano affluite una quarantina di macchine della polizia che avevano provveduto a scortare il camion in città, facendo temere la consegna al macello. Ne erano conseguiti momenti di tensione con l’identificazione di alcuni animalisti, forse a seguito dello scatto di alcune foto.

Prima di ciò, il camion ed il suo carico di vite stipate, era rimasto pericolosamente esposto al sole. Gli animalisti erano arrivati a trasportare grossi blocchi di ghiaccio ponendoli al di sopra delle grate con il fine di fornire un po’ di refrigerio ai cani (vedi articolo GeaPress).

Sebbene la situazione sembra ora migliorata e gli animalisti sono stati aurorizzati al prelievo dei cani, non è ancora certo il destino dei poveri animali. Secondo Compassion for China’s Animal’s, alcuni sarebbero morti di caldo e di stenti. Innumerevoli gli appelli per fare affluire nei luoghi medicinali ed altro materiale di pronta emergenza.

Intanto una seconda ONG, Animal Welfare Project, ha diffuso una nuova notizia. Nelle scorse ore sarebbe stato bloccato un secondo camion. Non è ancora noto il luogo ed il numero dei cani, ma una quarantina di volontari si starebbero dirigendo nei luoghi.

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