gatto cina
GEAPRESS – Due giorni di trepidazione per la sorte di circa 1400 gatti destinati alla macellazione e per fortuna intercettati dagli animalisti cinesi. I poveri animali erano stipati all’interno di numerose gabbie in legno, su un camion bloccato nella città di Yangzhou nella Cina centro orientale.

Secondo quanto comunicato dall’ONG inglese “Guardians of Chinese Animal Protection” la polizia cinese avrebbe riscontrato l’irregolarità del carico disponendo la consegna agli animalisti. Come è noto in alcune regioni della Cina non è vietato cibarsi di gatti e cani, anzi rientrano nei cosiddetti piatti di tradizione. Vi deve essere, però, la tracciabilità  oltre che il necessario periodo di  quarantena per scongiurare la veicolazione della rabbia.

Per gli attivisti cinesi, la liberazione degli animali non in regola con la normativa sanitaria, serve comunque a sollevare  l’attenzione sulla fine di decine di migliaia di cani e gatti che finiscono nei piatti della cucina tradizionale. In tal senso, stanno aumentano in questi giorni le polemiche per il prossimo festival di Yulin, divenuto famoso in tutto il mondo proprio per l’abitudine di cucinare piatti a base di carne e tra questa quella di gatto e soprattutto cane.

L’appuntamento a Yulin, è per il prossimo Giugno.

Già nei giorni scorsi la Fondazione Brigitte Bardot aveva lanciato un primo appello alle autorità cinesi, ma tutto lascia pensare che anche quest’anno il problema si riproporrà  in tutta la sua drammaticità. Nella scorsa edizione, secondo una nota rilasciata già nel mese di Maggio 2015 dalla Humane Society International, i cani sarebbero stati macellati e congelati alcune settimane prima dell’inizio del festival che si svolge in occasione del solstizio d’estate.  Il tutto per cercare di evitare i riflettori dei media, evidentemente poco graditi.

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