GEAPRESS – Ogni volta che accade una alluvione le conseguenze sono diverse. Le opere dell’uomo subiscono danni se e quando e dove sono realizzate per limitare la Natura e per sfruttarla. I letti di piena dei fiumi, le aree golenali, le rive pianeggianti sono parti essenziali dei fiumi stessi, sono le zone che il fiume si è costruito per potersi espandere quando le piogge sul bacino, corrivando più o meno superficialmente, si instradano e rallentano per arrivare al punto più basso, sia esso il mare o un lago. Le aree che i fiumi hanno così realizzato sono piene di opere dell’uomo.

Tra le opere dell’uomo ci sono le galere, i lager per altri umani e per milioni e milioni di animali. Galline, conigli, pecore, suini, cavalli, mucche, tutti gli animali “da reddito” sono costretti alle catene o in gabbie per poter rendere il maggior profitto possibile all’ingordigia umana, con mille e mille scuse. Succede che quando accade una alluvione chi può si salva, chi può ascolta il meteo e si attrezza per mettere al sicuro i suoi beni. Gli animali conoscevano bene il meteo, prevedevano ed annunciavano la pioggia e l’arcobaleno e si mettevano in salvo.

Ieri, solo nel padovano, sono morti annegati centomila polli che erano chiusi nelle gabbie. Non avremo mai il conto preciso di quanti animali segregati rinchiusi legati sono morti annegati, coperti di fango e di acqua. Dopo morti diventeranno un problema, sarà un problema lo smaltimento delle carcasse. Quei centomila polli e le altre decine di migliaia di animali sono morti “prima”, prima di essere sgozzati, triturati, impacchettati per finire sulle tavole degli esseri umani. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).