secchio gattini
GEAPRESS – Una cucciolata di gattini neonati gettati al’interno di un secchio a sua volta riposto in una zona isolata. Per i mici le possibilità di vita erano prossime a zero, ma per fortuna quella piccola aliquota di speranza è arrivata grazie ai volontari dell’associazione Anima Randagia, molto attiva nel catanzarese.

I gattini, spiegano i volontari dell’associazione, hanno ancora  gli occhi chiusi ed il cordone ombelicale attaccato. Urgente, in questo caso, la presenza di una gatta che faccia da balia. Viceversa i rischi sulla vita potrebbero aumentare mentre, per i volontari, si prospetterebbero lunghi giorni (.. e notti) cadenzati da brevissimi intervalli tra un pasto e l’altro oltre che a mille accortezze per tenere puliti i gattini e, soprattutto, mantenere costante la temperatura adeguata.

Chi ha fatto tutto ciò, dicono sempre i volontari,  non  si è neanche premurato di attendere lo svezzamento dei micetti.

Tali “pratiche” sono purtroppo ancora molto diffuse, soprattutto in alcune zone rurali. Cucciolate di gatti e di cani, tolti alle rispettive madri e gettate un po’ dove capita. Tempo addietro, in provincia di Trapani, si seppe di un agricoltore che possedeva un cane con funzioni sia da caccia che da guardia. La cagnolina, di nome “Farfalla”, ogni sei mesi partoriva la sua cucciolata frutto di scorribande notturne. Il contadino prelevava l’intera cucciolata tranne un cucciolo ritenuto utile a togliere il latte alla cagna. Tutti gli altri  finivano in una busta di plastica, gettata sempre oltre un muro.

Occorrerebbe, almeno per i cani, un controllo capillare dei microchip  e nel caso di irrisolte problematiche, provvedere con la sterilizzazione.

Altre volte, però, le cose possono andare in maniera diversa. A Montallegro (AG) furono i Carabinieri del locale Comando Stazione ad individuare il colpevole dell’abbandono di una intera cucciolata. Il ritrovamento di quest’ultima ed una piccola indagine in loco, consenti di individuare una persona che venne denunciata.  Venne ritrovata anche la cagna con ancora evidenti i segni del parto (vedi articolo GeaPress). La famigliola venne così riunita grazie ad un Comandante scrupoloso, così come è successo più di recente a Terni. In questo caso ad intervenire è stato il Corpo Forestale dello Stato (vedi articolo GeaPress). Proprietari individuati e denunciati;  mamma cagna, invece,  ricongiunta con i suoi piccoli.

A Catanzaro si spera un una gatta che faccia da balia.

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