maremmano II
GEAPRESS – Sembra potersi confermare l’ipotesi di una uccisione finalizzata alla criminale eliminazione dei cani vaganti. Chi ha ucciso i  randagi di Marinella, località balneare di Castelvetrano (TP), era probabilmente munito di un fucile da caccia.

Nei luoghi è stato ritrovato pure un bossolo ma ad essere convinto della dinamica è il dottor Cristian Stabile, Medico Veterinario. Intorno alle 13.15 di ieri, mentre era impegnato nell’ambulatorio veterinario di una collega, ha chiaramente avvertito le esplosioni di arma da fuoco seguiti dai guaiti. Preoccupati per quanto poteva essere successo i due Medici Veterinari si sono precipitati in strada. A non più di trenta metri dall’ambulatorio si vedono fuggire alcuni cani. In terra, invece, un meticcio di maremmano. E’ ancora vivo ma presenta l’addome aperto a causa della rosa di pallini esplosa da distanza ravvicinata. Le viscere sono esposte. “Non c’è stato neanche il tempo di prestare i primi soccorsi – riferisce il dottore Stabile a GeaPress – Il cane è morto davanti a noi. Eravamo purtroppo solo all’inizio“.

Poco distante c’è un secondo cane, già morto, con una ferita alla schiena. Momenti di puro terrore aggravati dal ritrovamento di un terzo cane in agonia. Ha una orrenda ferita alla testa. Anche per lui non c’è niente da fare. Morirà di li a poco.

Chi ha sparato si è già dileguato nelle campagne. I due Medici Veterinari chiamano i Carabinieri che arrivano in pochi minuti. In terra viene ritorvato un bossolo, ma secondo il dott. Stabile quelle ferite spiegavano già fin troppo. “Uno squarcio come quello  – afferma il Medico Veterinario – lo fa solo il fucile da caccia. I colpi sono stati esplosi da distanza ravvicinata“. Una o più persone si sono avvicinate indisturbate ai cani riuscendo ad esplodere almeno tre colpi. In terra due animali agonizzanti ed un terzo morto sul colpo. Chi ha commesso quella carneficina è riuscito a fuggire e si spera ora nelle indagini dei Carabinieri che, sottolineano i due Medici Veterinari, sono stati molto disponibili. I corpi dei tre poveri animali, sono stati trasferiti presso l’Istituto Zooprofilattivo di Palermo.

Purtroppo – spiega il dott. Stabile – il randagismo da noi è una piaga ed i casi di avvelenamento non mancano. Quanto è accaduto oggi – aggiunge il Medico Veterinario – non credo, però, avere precedenti“.

Un folle, o più, di turno che ha deciso di eliminare il randagismo.

Fine di tre randagi , mentre altri continuano a vivacchiare nella zona. Povere vite abbandonate e con l’aggravio di un periodo per loro ancora più difficile. E’ quello delle settimane successive alla fine dell’estate. I vacanzieri vanno via e gli animali che fino a poco tempo prima erano riusciti  ad elemosinare un po’ di cibo, rimangono in compagnia di giustizieri e delle loro esecuzioni, con il veleno o con il fucile.

 
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