riccio
GEAPRESS – Un piccolo riccio  nascosto tra le cassette del garage di casa. Ad accorgersi dell’insolita presenza, il cane della signota Katia.

L’animale era talmente piccolo, da presentare ancora il cordone ombelicale.

La signora, saggiamente, decide di aspettare l’arrivo di mamma riccio. Massima tranquillità e lunga attesa, ma dopo tre ore ancora nessuna notizia della madre. Purtroppo, si scoprirà dopo, era stata uccisa da una macchina in transito  e per questo mamma riccio, non aveva più fatto ritorno dal piccolino.

A questo punto Katia  ha cercato aiuto tra i suoi amici ambientalisti e presso varie associazioni per poter salvare il piccolo essere indifeso. Tra vari consigli e tanta paura, inizia così l’avventura di balia per il cucciolo di riccio. Nutrito con latte di capra diluito con un impasto adeguato per assicurare un giusto apporto calorico, il piccolino,   fin da subito, ha dimostrato il suo gradimento.

Si trattava di una femminuccia le cui amorevoli cure di Katia sono risucite a crescerla senza eccessivi problemi. Katia ha  imparato anche a massaggiarle il pancino perchè aveva letto che da soli non riescono a fare i “bisognini”.

Pian piano è riuscita a svezzarla  e nel mese di luglio la piccola “riccetta” è stata trasferita all’aperto su un terrazzo, con un  un po’ di fieno secco con il quale si è costruita da sola  un bella “casetta”.

Ora la ricetta ha più di 3 mesi e Katia non vuole che passi la vita su un terrazzo,ma non si sente nemmeno di abbandonarla a se stessa in un bosco per paura che non riesca ad adattarsi velocemente alla vita selvatica.  Per questo ha chiesto aiuto al Wwf Caserta che si è messo in contatto con il dott.re Paolella, direttore dell’Oasi Wwf di San Silvestro, il quale immediatamente si è offerto di ospitare il cucciolo di riccio presso l’oasi.

Nella mattinata di oggi, Katia con la sua famiglia hanno affidato allo staff dell’Oasi di San Silvestro il compito di far “tornare in natura” il cucciolo di riccio.

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