ciotole veleno
GEAPRESS – L’ipotesi del liquido bluastro versato proprio nelle ciotole per i randagi allo scopo di poterli avvelenare,  sembra destare pochi dubbi. Il colore, tra l’altro, è fin troppo tipico dei casi pregressi che già hanno provocato tanti dolori tra gli amanti degli animali.

Qualcuno, forse agevolato dal buio, ha riversato il liquido bluastro nelle ciotole che vi sono lungo la Statale 113 nei pressi del bivio Foresta, nei pressi di Carini (PA). La sostanza è stata subito eliminata ma il pericolo potrebbe persistere. Nessuno sa dove e quanto liquido e stato già distribuito.

A scoprire le ciotole blu è stato Federico Viola che su facebook ha lanciato l’allarme. “Quel liquido – riferisce  Federico Viola a GeaPress – è stato versato nelle ciotole dell’acqua. Nei luoghi c’è chi fornisce il cibo ai randagi  ma anche chi agisce per eliminarli”. 

Va ricordato che le sostanze solitamente usate negli avvelenamenti, non solo colpiscono indiscriminatamente ogni tipo  di animale, sia esso d’affezione o selvatico, ma possono costituire pericolo grave anche per l’uomo. Per alcune  sostanze basta il contatto casuale con le mucose, ad esempio della bocca o il naso, per consentirne l’assorbimento.

Dunque, occhi aperti, e alla prossima sostanza blu o comunque che desta sospetto di avvelenamento,  bisogna rivolgersi alle autorità di polizia o sanitarie.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati