pimpa fuga
GEAPRESS – Una storia che sembra non avere mai fine. E’ quella di Pimpa, grossa cagna randagia di Capua trovata dai volontari con mezzo volto mancate  (vedi articolo GeaPress). Molto probabilmente un’infezione dovuta ad una ferita non curata (in loco era girata la voce di un petardo) e mille difficoltà per poterla recuperare. Ben tre volontari l’avevano quel giorno inseguita per le strade di Capua. Non strade qualsiasi, ma veri e propri salti in diversi plessi condominiali.

Infine Pimpa era stata catturata e la ferita curata con un primo intervento chirurgico.

La cagna, però, aveva quattro cuccioli in grembo, purtroppo ormai morti (vedi articolo GeaPress). Dal nuovo intervento sembrava essersi ben ripresa quando, caricata di una energia decisamente incontenibile, ha deciso di dare di nuovo filo da torcere ai volontari.

A raccontare a Geapress cosa successo è Vincenzo Caporale, uno dei tre volontari che ha salvato Pimpa. “Quando mi hanno chiamato non riuscivo a credere – spiega Vincenzo Caporale – Pimpa aveva preso a morsi la rete ed era scappata. Un luogo sicuro e di certo adatto a contenere un cane di grossa taglia, ma Pimpa, con tutta l’energia che si ritrova, non solo ha sfondato la recinzione ma si è data ad una vera e propria fuga per le vie della provincia. Lasciato Giugliano, dove era ricoverata, l’abbiamo dovuta inseguire tra Mugnano e Secondigliano”.

A partecipare alle ricerche sono stati anche i volontari del MPAA (Movimento Protezione Animali Ambiente), sezione di Pozzuoli. Veri e propri gruppetti organizzati che hanno cercato di stringere l’area di fuga, grande quanto più isolati e poi interi centri abitati. Infine la cattura, ovviamente in un posto molto particolare. Pimpa era arrivata sulla rampa che da Melito va all’Asse Mediano.

Eravamo sfiniti – aggiunge Vincenzo Caporale – e Pimpa, appena sono riuscito a bloccarla, tentava pure di mordermi. Evidentemente la sua fuga non doveva finire“.

Lungo il percorso di diversi chilometri intrapreso da Pimpa, i volontari hanno lasciato i loro numeri di cellulari a diverse persone. Il cane, appena avvistato, spariva di nuovo. Chi lo vedeva contattava i volontari che, in poco meno di tre ore, hanno percorso uan quarantina di chilometri seguendo Pimpa.

I ringraziamenti sono ora per il Veterinario dott. Enrico Maisto e per il canile RE.CA.NO per la disponiibltà data ad ospitare Pimpa.

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