cane capua
GEAPRESS – Una cagna di circa tre anni che viveva nel territorio di Capua (CE). Una cagna senza faccia. Così, infatti, riportava la segnalazione pervenuta a Loredana Funzione, volontaria di Capua che ha immediatamente organizzato i soccorsi assieme a Vincenzo Caporale e Marco Cocco, altri due animalisti dei luoghi.

A nulla sono valse le telefonate alle autorità. Quel cane senza faccia, evidentemente, non era di competenza …

La telefonata era altresì d’obbligo dal momento in cui il grosso cane era riuscito ad entrare all’interno di un’area condominiale. Dolorante e spaventato, continuava a spostarsi all’interno di altre aree private, finchè, grazie ad una rete lanciata dai volontari, è stato catturato.

L’immagine che si prospetta innanzi è impressionante. Un lato  della faccia è in buona parte mancante. Le prime voci iniziano a circolare. Forse a causare il tutto, potrebbe essere stato un petardo lanciato da un ragazzino. Di certo, la grande ferita è in putrefazione; il Veterinario diagnosticherà una grave infezione batterica.

La situazione è però ancora più grave del previsto. Pimpa, così viene chiamata dai volontari, è sottoposta ad un primo intervento chirurgico. L’infezione, infatti, le ha fatto perdere un occhio. Un secondo intervento chiarirà l’esatta diagnosi e le possibilità di ripresa del povero animale.

Quella cagna – riferisce Vincenzo Caporale a GeaPress – è stata forse abbandonata perchè malata. Poi c’è la storia del petardo, ovviamente da verificare. Di certo il penoso stato nel quale l’abbiamo ritrovata, testimonia un non breve periodo di trascuratezza. La sua faccia è stata lentamente divorata dall’infezione. Sta molto soffrendo e la degenza si presenta lunga e complessa”.

Vincenzo Caporale, Marco Cocco e Loredana Funzione contano ancora una volta sull’aiuto di chi non vuole che la povera cagnetta debba soccombere. Le spese saranno elevate ed il recupero molto lungo. Rimane da capire come sia stato possibile che la povera Pimpa sia potuta rimanere per giorni in strada senza che nessuno si prendesse cura di lei.

Ancora una volta l’intervento dei volontari è stato decisivo e se Pimpa ha ora qualche possibilità di sopravvivenza si deve solo a loro.
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