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GEAPRESS – Un gatto ed un cane, entrambi investiti nelle scorse ore. Il gruppo animalista di Capua si allerta subito e la notizia giunge a Marco Cocco, un bravo cantautore con gli animali nel cuore.

Il gattino si è rifugiato in un antico palazzo in fase di ristrutturazione. Nessuno sembra aver visto,  ma qualcuno riferisce di zampe rotte. Marco prova invano a chiamare i soccorsi. Infine scavalca la recinzione e tramite una impalcatura raggiunge il povero gatto. Il micio di farsi prendere non ha proprio alcune  intenzione. Nonostante si trascini sulle zampe posteriori, tenta una vivace difesa finché Marco Cocco riesce a prenderlo ed inserirlo, non senza difficoltà, nel trasportino.

Il referto veterinario conferma la paralisi ad entrambe le zampe posteriori, trauma toracico e varie escoriazioni. Per fortuna non ha emorragie interne e per il gattino si avanza la richiesta di uno stallo urgente. Si spera che possa riprendere la motilità delle zampe, ma per questo occorrerà del tempo. Per il resto, nessuno ha visto,  nessuno si è prodigato.

La seconda segnalazione è quella di un cane. “C’è un cagnolino che non si muove pieno di sangue a Porta Napoli”. Questi il messaggio che arriva a Marco. Altra corsa ed altro soccorso. Anche in questo caso nessuno ha visto niente. Anche in questo caso vanno a vuoto le telefonate. “Almeno 15 persone sono passate in quei momenti – riferisce il volontario a GeaPress – ma nessuno si è fermato neanche per domandare“. Per fortuna c’è il pronto soccorso dell’Unità Veterinaria dell’ASL CE/2. Si rivela così che il cane è fornito di microchip. I Veterinari del pronto soccorso accedono  alla banca dati e riescono a rintracciare i proprietari. Si tratta di cittadini di origine rumena che subito si precipitano al pronto soccorso. La segnalazione arriva mentre erano alla ricerca del loro cane. Quella stessa mattina, attratto dagli irresistibili segnali di una cagnolina in calore, era riuscito a fuggire. “Molto probabilmente il cagnolino è stato poi investito – spiega Marco Cocco – ma ora è a casa con la sua famiglia“. Commovente il momento dell’incontro. Youth, questo il nome del cagnolino, era steso nel lettino del Veterinario. Sembrava inerme, quasi si stava lasciando andare. Appena visti “mamma e papà umani” ha spalancato gli occhi ed ha cominciato a scodinzolare.

Spesso siamo razzisti verso alcuni popoli, senza guardare quanto l’inciviltà alberga anche a casa nostra – commenta Marco Cocco – Quindici persone sono passate mentre cercavo di aiutare il cagnolino, nessuno si è fermato. Ieri ho visto piangere due persone che si sono ricongiunte al loro amato cagnolino“.

Fino al 1991 in Italia era legale uccidere i cani accalappiati dopo pochissimi giorni di permanenza nel canile. Era altresì legale inviarli nei laboratori di vivisezione.

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