GEAPRESS – Morti e feriti, a Roma addirittura con una casa devastata dall’esplosione. Le “solite” numerose decine di feriti a Napoli, con un morto nella provincia. Solo a Palermo, 300 Carabinieri in strada per garantire l’ordine pubblico. E dire che in numerosi Comuni erano state emanate apposite Ordinanze che avrebbero dovuto vietare l’uso dei botti di fine anno. Per gli animali e non solo. Basti considerare l’effetto negativo che le esplosioni possono avere su alcune categorie deboli, quali ad esempio gli anziani e i malati di alcune patologie in particolare, tra cui l’Alzheimer.

Fino alle ultime ore del 2011, si erano susseguiti, poi, gli appelli della Associazioni (vedi articolo GeaPress) che avevano pure ricordato l’art. 703 del Codice Penale che vieta in città l’uso, senza licenza, di giochi d’artificio, razzi o altro materiale esplodente. Con le Ordinanze anti botto, c’è chi se ne è sostanzialmente fregato (come nel caso dei Sindaci di Roma e Napoli), chi era intervenuto già mesi addietro con un apposito articolo nel Regolamento Comunale (Torino), e chi invece aveva frettolosamente previsto la mattina stessa del 31, come nel caso di Palermo. Ad ogni modo un segnale di sensibilità che altri non hanno avuto.

Proprio in queste due città abbiamo voluto focalizzare la nostra attenzione. Ove, cioè, si era intervenuto con largo margine di anticipo oppure  nelle ultime ore del 2011. Diverso attaccamento alla tradizione dei botti ma anche diverso tempo a disposizione per svolgere un lavoro di prevenzione.

A Torino – riferisce Michele Di Leva di Animalisti Italiani – l’impressione è che si siano usati meno petardi. Forse un poco di più in alcuni quartieri, ma ad ogni modo la sensazione generale è che vi sia stata una certa diminuzione“. Non un crollo dell’uso dei petardi, anzi siamo lontani da questa meta, ma comunque neanche un totale fallimento della disposizione comunale.

Dove invece l’Ordinanza anti botti ha avuto poco successo, se non addirittura del tutto ignorata, è stato nelle città che l’avevano emanata solo pochi giorni, o addirittura poche ore, prima della fine dell’anno. E’ questo il caso di Bari e di Palermo. In quest’ultima città, di fatto non è stata presa in alcuna considerazione (vedi Video in calce all’articolo).

Solo nelle due ore a cavallo tra il 2011 e il 2012, a Palermo sono stati esplosi decine di migliaia di petardi, poi anche razzi, giochi d’artificio e persino segnalatori di emergenza in uso nelle imbarcazioni. Non sono mancati colpi di arma da fuoco. E non solo in periferia, bensì in pieno centro cittadino.

Se c’era un’Ordinanza contro i botti, noi non ce ne siamo accorti – riferisce Alessandra Musso della LIDA cittadina – ma soprattutto non se ne sono accorti gli animali, specie i i numerosi cani randagi, di fatto i più indifesi” .

Di sicuro,però, l’intenzione di tenere sotto controllo i botti, non può avvenire con il solo sistema delle Ordinanze. Come si vede nel filmato, a Palermo è stato un vero e proprio bombardamento. Eppure, nonostante tutto, i balconi dai quali si sparava, erano una minoranza, fracassona ma evidentemente ancora protetta.

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