GEAPRESS – In un solo mese il canile si è allagato tre volte, ma questa volta il fiume Sabato ha esondato ed il canile, che si allaga per una semplice pioggia, è stato inondato dall’acqua. Il fiume in piena è entrato nel canile.

Gli ospiti del canile hanno ricevuto soccorsi solo dai volontari dell’Aipa, i soccorsi istituzionali erano impegnati su altri fronti.

Eppure tutti sapevano, tutti conoscevano i problemi del canile. Lo scorso 13 ottobre, all’indomani del secondo allagamento del mese (vedi articolo GeaPress) il Comune era stato “invitato” a prendere provvedimenti risolutivi per la sicurezza del canile: ovvio che se si tralascia la prevenzione, nel momento dell’emergenza gli animali vengono sempre dopo! Ma chi lo ha sancito?

Se si pensa l’emergenza, ma anche la vita quotidiana, con priorità piramidali i cittadini non-umani verranno sempre per ultimi. Il diritto ad essere soccorsi si prepara in tempo di pace. Gli amministratori sono delegati dai cittadini proprio per programmare e prevenire i disastri non per dichiarare stati di calamità a disastro avvenuto e dopo l’ozio istituzionale!

L’Aipa, l’associazione che gestisce il canile è allo stremo, non riceve fondi per il mantenimento dei cani oramai da gennaio scorso, in più deve “accollarsi” responsabilità proprie della pubblica amministrazione. Il canile è sotto sequestro amministrativo dall’aprile del 2009, proprio per gli annosi problemi strutturali, ma il Comune di Atripalda finge di non sapere.

L’associazione, per non essere complice, si trova costretta a restituire le chiavi della struttura al primo cittadino.
“L’Aipa entro la fine di questo mese consegnerà le chiavi della struttura al Sindaco del Comune di Atripalda,- dichiara la presidente Angela Luongo – non possiamo e non dobbiamo essere l’alibi di Amministratori inadempienti ed Istituzioni assenti.”
Con la riconsegna delle chiavi al Sindaco, per i randagi di Atripalda la tragedia sarebbe completa!

(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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