GeaPress – Aiuti in ritardo, appello alle istituzioni e alla Protezione Civile dell’Associazione Amici del Cane Onlus gestore del rifugio. Cibo ancora per pochi giorni.

Le piogge torrenziali di lunedì scorso abbattutesi su Genova hanno provocato diverse frane che hanno devastato anche la strada che porta al rifugio degli animali del Monte Gazzo, sulle alture del quartiere di Sestri Ponente, dell’Associazione Amici del Cane Onlus, un canile convenzionato con diversi Comuni della Provincia di Genova.

Il rifugio, che ospita 90 cani e 50 gatti, oltre al custode che lì ha la propria abitazione, è ora raggiungibile solo a piedi su un percorso di fortuna pericoloso e accidentato, i tempi di ripristino della strada sembrano lunghi in quanto in alcuni punti risulta del tutto cancellata o ricoperta da fango, alberi e detriti. Preoccupazione da parte dei volontari per l’approvvigionamento alimentare, l’autonomia può durare ancora pochi giorni, e soprattutto per le eventuali emergenze sanitarie.

Questa mattina si è svolto un sopralluogo della Protezione Civile che dovrebbe intervenire ma solo nei prossimi giorni in quanto impegnata su più fronti, si attende però un maggiore interessamento da parte delle amministrazioni locali, immediatamente informate dell’accaduto.

Da qui l’appello, raccolto da Roberto Gallocchio di GeaPress, della Presidente dell’Associazione Amici del Cane, Katia Messina. “Chiediamo con urgenza un aiuto concreto alle istituzioni preposte, la situazione sta diventando drammatica con il passare delle ore e solo con le nostre forze non possiamo farcela, occorrono delle ruspe per liberare la strada ma soprattutto interventi per metterla in sicurezza, il rischio di altre frane è concreto”.

Il canile – ha aggiunto Katia Messina – si è salvato grazie alle protezioni in metallo che avevamo posto sopra i box dove sono ospitati i cani. Non hanno invece retto le tubature della fognatura per le quali erano in atto interventi di adeguamento, il lavoro e le spese per ripristinare il tutto saranno enormi, non so come faremo. Siamo anche preoccupati per le eventuali emergenze sanitarie e per le condizioni in cui si trova il custode, inoltre le scorte di cibo dureranno ancora per pochi giorni.”

Da ricordare che negli anni scorsi l’area soprastante la strada era stata colpita da incendi dolosi che avevano distrutto la vegetazione ad alto fusto, che come noto aiuta con le radici a trattenere la terra, il che ha agevolato il dissesto idrogeologico della zona. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).