cane balcone
GEAPRESS – Il video è finito su facebook assieme alle scuse di chi lo aveva pubblicato. Le scene, ha riferito la Polizia Locale di Polinyà, nei pressi di Barcellona, in Spagna, potevano disturbare chi particolarmente sensibile ma la decisione di diffondere la drammatica sequenza era stata presa al fine di responsabilizzare i proprietari di animali.

Il filmato mostra un cane avvilito dalla continuata permanenza in un balcone assolato, che si getta dal terzo piano di una palazzina della cittadina spagnola. Stante quanto diffuso, il povero animale non aveva acqua da bere. I suoi lamenti avevano attirato l’attenzione di vicini e passanti che avevano richiesto l’intervento della polizia.

Nonostante il volo, il cagnolino ha riportato ferite lievi. Si trova adesso ricoverato presso una locale associazione di protezione animali.

Se accadeva in Italia: il probabile blando reato contestato

Giova ricordare che se il fatto fosse successo in Italia, le sanzioni sarebbero state molto lievi. I maltrattamenti, come le uccisioni di animali, sono punibili solo nel caso di condotte dolose. In questo caso, non bastava la semplice negligenza del proprietario (classificabile come condotta colposa) ma occorreva la volontà (dolo) di lanciarlo dal balcone. In alternativa bisognerebbe dimostrare che il proprietario aveva messo in conto come tale detenzione poteva causare il volo del povero cagnolino (dolo eventuale).

Non è pertanto da escludere che il reato contestato sarebbe stato quello di cui al secondo comma dell’articolo 727 del Codice Penale (detenzione incompatibile) dove sono confluite, anche a causa della giurisprudenza maturata, fattispecie che, prima della riforma voluta dalla legge 189/04 (cosiddetta “maltrattamento animali”), rientravano a tutti gli effetti nelle forme di maltrattamento ed uccisione. Il passaggio, però, è negativo e mina gravemente le possibilità di reale tutela degli animali. L’articolo 727 del Codice Penale, infatti, è un semplice reato di contravvenzione (peraltro ora passato, senza alcuna protesta, alle competenze del Giudice di Pace, vedi articolo GeaPress) che di certo non costituisce valido deterrente.

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