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GEAPRESS – Una storia al limite del surreale quella sulla quale ha fatto chiarezza l’Arma dei Carabinieri, Comando Stazione di Selargius (CA). Surreale ma vero, così come definito dalle meticolose indagini dei Carabinieri che hanno ripristinato la legalità nonostante una serie particolarmente lunga di colpi di scena.

All’inizio di tutto c’è il denunciato “scippo” di un cane. Un “cucciolo di pincher”, così secondo denuncia, che sarebbe avvenuto il tre settembre dello scorso anno in via Milano a Cagliari. La denunciante, infatti, aveva dichiarato di essersi recata per la vendita del piccolo, quando il presunto acquirente avrebbe strappato dalle mani della signora il povero cagnolino dandosi a precipitosa fuga e facendo così perdere le sue tracce.

Raccolta la denuncia le indagini dei Carabinieri permettevano di identificare un soggetto che  lo scorso dicembre veniva sottoposto a perquisizione domiciliare con decreto dell’autorità giudiziaria. L’esito dell’ispezione si concludeva con il ritrovamento e conseguenziale sequestro di un “cucciolo di pincher”. Inizialmente, però, il presunto autore e di suoi familiari si sarebbero difesi asserendo  che l’animale era di sua proprietà da oltre un anno. Una data, pertanto, anteriore a quella denuncia sullo “scippo” del cane. Un fatto, riporta l’Arma dei Carabinieri, difficile da accertare anche a causa dell’assenza di elementi distintivi quali tatuaggio o microchip.

L’accusato produceva inoltre un filmato dove veniva ritratto il cane e presentanto come anteriore alla data dello scippo. Come se ciò non bastasse il cagnolino non riconosceva più la signora ringhiando pure alla sua presenza. Dai raffronti del filmato si verificava però che trattavasi del cane scippato  e lo stesso accusato, riferiscono i Carabinieri, si assumeva infine le sue responsabilità.

Tutto risolto? No. La signora, non riconosciuta più dal cagnolino, dichiarava di non volerlo.

C’è voluta tutta la capacità di mediazione del Maresciallo che aveva seguito le indagini  affinchè la storia si potesse concludere. Indennizzo di 500 euro in favore della signora ed affidamento al soggetto sebbene in custodia giudiziaria e dopo accordo tra la parte lesa ed il legale di fiducia.

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