ibis eremita
GEAPRESS – Il perchè il raro Ibis eremita sia finito nell’aeroporto militare di Ghedi (BS), sembra essere riconducibile ad uno stato di debilitazione. Così hanno sottolineato gli esperti del CRAS WWF di Valpredina (BG) che lo hanno preso in consegna, dopo essere stato recuperato dalla Polizia Provinciale di Brescia.

L’arrivo dei primi Ibis in Italia, ed in modo particolare in Toscana, aveva fino ad ora alimentato le apprensioni di chi ha voluto ricordare i numerosi atti di bracconaggio che hanno centrato  la sua migrazione lungo lo stivale.

L’Ibis eremita, informa il CRAS di Valpredina,  fa parte del progetto “ Reason for Hope – reintroduction of the Northern Bald Ibis in Europe”, che ha l’obiettivo di ricostituire le colonie svernanti e riproduttive di un animale purtroppo estinto dai cieli europei  da circa 400 anni, a causa della pressione venatoria. I partner del progetto sono Austria , Germania ed Italia; proprio nel nostro paese si conclude il viaggio invernale degli Ibis.

L’animale, recuperato ma Ghedi dalla Polizia Provinciale, oltre ad un sistema di rilevamento satellitare, è fornito di due fascette colorate inserite nelle zampe. Secondo quanto dichiarato dalla Polizia Provinciale, si tratterebbe di un animale di circa due anni di età.

A ben ricordare non si tratta dell’ultimo “atterraggio” in aeroporto.  Lo scorso maggio, infatti, due esemplari erano stati osservati presso l’eliporto del Corpo Forestale dello Stato di Cesa di Limana, in provincia di Belluno (vedi articolo GeaPress).
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati