GEAPRESS – Anzi, una cerva in ambulanza, e di ben 130 chili. Un salvataggio se non complesso, comunque impegnativo. E’ accaduto l’otto marzo scorso, nelle colline di Camugnano in provincia di Bologna.

La povera cerva, saltando una recinzione, è rimasta bloccata tra le inferriate che cingono un giardino privato.

Per fortuna la zampa non si è rotta ma perdeva copiosamente sangue. Poteva andare peggio dal momento in cui un animale selvatico ha (per sua fortuna) diffidenza dell’uomo. Il rischio, infatti, era che avvicinatosi l’uomo, l’animale avrebbe tentato di scappare. Preso dal panico si sarebbe potuto spezzare l’arto. Una cosa comune, del resto, nelle famigerate trappole dei bracconieri.

Le hanno così dovuto sparare, ma a fin di bene e con un professionista del settore. Un dardo anestetico che ha calmato la grossa cerva consentendo di caricarla nella barella della nuova ambulanza del Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone, nelle colline di Sasso Marconi (BO).

Per fortuna fin da quando l’aveva notata, il Sig.Vespa, colui che ha trovato l’animale, non l’ha spaventata ed ha pensato bene di chiamare gli esperti. La Polizia Provinciale, distaccamento di Montorio, i Veterinari dell’ASL ed il Centro di Sasso Marconi accorso con Elisa e Rudi Berti, il fucile anestetico ed ovviamente la nuova speciale ambulanza. Un colpo secco e l’animale, sotto gli occhi della dott.ssa Marinella Brocchi, Medico Veterinario, ha iniziato a rilassarsi. Subito sorretta e con una benda apposita per proteggerle gli occhi, la cerva si è ritrovata adagiata sulla barella dell’ambulanza che da alcune settimane opera nel bolognese, in soccorso della fauna selvatica (vedi articolo GeaPress).

Bende, farmaci e varie attrezzature per l’intervento di pronto soccorso. Poi l’area delle degenze del Centro, le visite del Veterinario e, se occorre, l’ambulatorio di Sasso Marconi per le analisi o altri interventi più particolari.

La cerva adesso sta bene – comunica felice Mirca Negrini, responsabile del Centro di Sasso Marconi – Migliora di giorno in giorno ed appena si sarà ripresa potrà tornare nei suoi boschi. E’ questo il momento più bello. Speriamo che abbia una vita felice“.

Un Centro speciale quello di Sasso Marconi. Una grande area per la fauna selvatica in difficoltà, ed un’altra per leoni, tigri, scimpanzè ed altri animali affidati dallo Stato dopo che sono stati sequestrati ai circhi, a chi li maltratta e ai trafficanti in generale. Un Eden o forse un’Arca di Noè ma piena di verde, con animali salvati non da antichi eventi biblici ma da problemi ben più immediati ed insidiosi. Un non-zoo nato per liberare o comunque accogliere gli animali in difficoltà, per difendere concretamente la biodiversità del pianeta, anche con atti piccoli rispetto alla mastodonticità planetaria del problema, ma comunque tutti utili, concreti e gratificanti. Cervi e leoni, sentitamente ringraziano. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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