carabinieri cane
GEAPRESS – Un uomo è stato denunciato dai Carabinieri della Stazione Bologna con l’accusa di tentata estorsione.

Giovedì scorso, infatti, una denuncia era stata sporta presso la Stazione Carabinieri Bologna. La vittima riferiva di essere stata derubata del suo cagnolino, razza “Barboncino”, di nome Blu, in occasione della visita di una donna che le aveva citofonato chiedendole di entrare nell’atrio condominiale per la “Lettura dei contatori”.

Aprendo la porta di casa per verificare l’ingresso della richiedente nell’immobile, Blu usciva senza, tuttavia, fare ritorno. Addolorata dalla perdita del suo amato cagnolino, la proprietaria allertava alcuni suoi conoscenti e provvedeva a fare affiggere dei manifesti in zona con la foto e il nome dell’animale scomparso. Il suo numero di telefono e un messaggio con su scritto l’intenzione di ricompensare chiunque lo ritrovasse.

Proprio nel corso della stesura del verbale di denuncia, la donna riceveva la telefonata di un soggetto che la informava di aver rinvenuto il suo barboncino ai “Giardini Margherita”, ma di non essere disposto alla restituzione del cane in quanto sua moglie e sua figlia se ne erano talmente innamorate, tanto da decidere di tenerselo. La telefonata proseguiva fino a quando, l’interlocutore, verosimilmente approfittando dell’emotività della vittima, che pregava di riavere il suo cagnolino, si mostrava disponibile a restituirglielo previo pagamento di 200 euro in contanti.

All’appuntamento, però, si sono presentati anche i Carabinieri che hanno mandato a monte il piano dell’uomo che si scopriva pire essere celibe e senza figli. Di fatto, sostiene l’Arma dei Carabinieri, il soggetto si era anche inventato di aver nascosto il cane in un appartamento della zona, quando invece, in attesa di ricevere il riscatto, lo aveva abbandonato presso un ufficio situato nelle vicinanze, dove lo stesso lavora per conto di una società in qualità di “Procacciatore di contratti porta a porta”.

Gli inquirenti stanno ora valutando la posizione di una donna la quale, alla vista dei Carabinieri, era stata al “gioco” fingendo di essere la moglie. Poi, vistasi scoperta, ammetteva le proprie responsabilità affermando di essere soltanto una collega di lavoro del giovane malfattore e di non avere niente a che fare con il ritrovamento del cane.

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