lupa  Lilith
GEAPRESS – E’ tornata libera, in una località dell’appenino bolognese tenuta segreta, la lupa Lilith. Curata e riabilitata dal Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone , la giovane lupa corre ora libera nei suoi boschi. Il nove giugno scorso, però, si era andata a rifugiare nel recinto delle pecore. Il pastore chiese subito aiuto ottenendo l’immediato intervento del Centro di Monte Adone e della Polizia Provinciale di Bologna.

Da quel giorno è iniziata una lunga storia, piene di preoccupazioni, esami clinici, interventi chirurgici e poi, via via, il percorso riabilitativo fino alla liberazione. Lilith ha ora al collo un sistema di rilevamento satellitare. Si potranno così studiare i suoi spostamenti e capire la particolare biologia della specie. La lupa, di circa due anni di età, era stata molto probabilmente investita da una autovettura. Tre fratture del bacino ed un quadro clinico nel complesso giudicato molto grave. Anemia ed  evidente alterazione di alcuni altri parametri ematici. Poi anche la positività ad una delle principali malattie da zecche e lo schiacciamento di due vertebre toraciche. Infine  la presenza di un pallino di piombo, verosimilmente frutto dell’ennesimo tentativo di bracconaggio.

Interventi costanti intervallati da belle e brutte notizie, come quando la risonanza magnetica evidenziò un’infezione a carico della colonna vertebrale con conseguente rischio di paralisi.

Ora è tutto risolto, e pochi giorni addietro è avvenuta la liberazione.

Appena Elisa Berti, responsabile del Centro di Monte Adone, ha aperto la gabbia da trasporto, la giovane lupa è subito scattata con un salto liberatorio. In quel momento, nel luogo, c’era solo la responsabile del Centro, la lupa e il silenzio dei boschi. Una degenza tutta passata evitando al minimo i contatti con l’uomo. Lilith era selvatica e così doveva tornare ad essere. L’indagine sul suo DNA, eseguita dal laboratorio di genetica dell’I.S.P.R.A. (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), ha dimostrato che Lilith appartiene alla popolazione italiana di Canis lupus. Prima di allora non era mai stata campionata.

Da Lilith, si aspettano ora informazioni preziose. Questo in considerazione degli scarsi dati che si hanno sul destino degli animali recuperati e rilasciati in natura.

Proprio per questo il Centro Recupero Monte Adone, la Provincia di Bologna e il Wolf Apennine Center del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, hanno deciso di formalizzare un accordo di collaborazione per il monitoraggio post rilascio di questo esemplare. La lupa Lilith è stata infatti dotata di un radiocollare satellitare GPS – GSM, dotato di meccanismo drop off (sganciamento automatico dopo circa un anno e mezzo), fornito dallo stesso W.A.C., che permetterà di monitorare i suoi spostamenti e di documentare la sua capacità di reinserirsi nell’eventuale nucleo di appartenenza.

Sarà il Centro di Monte Adone, in collaborazione con la Polizia Provinciale di Bologna e con il prezioso supporto dei tecnici del W.A.C., a monitorarla sul territorio eseguendo la telemetria da terra, sopralluoghi, avvistamenti e tracciatura su neve.

Lei, intanto, starà per ora annusando, scrutando e, soprattutto, riassaporando la sua libertà.

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